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Il club di via Turati sta pensando di sacrificare il giovanissimo attaccante francese, scivolato al quinto posto nelle gerarchie dell'attacco rossonero.

Dalle stalle alle stelle, e ritorno. M’Baye Niang è passato in pochi mesi dall’essere un oggetto misterioso, criticato per comportamenti immaturi e bravate notturne, a nuovo ‘crack’ del Milan, dopo l’impressionante esordio con goal in Coppa Italia contro la Reggina, a possibile sacrificio di mercato.

Mesi da titolare, minuti accumulati esiliato sulla fascia (posizione probabilmente poco consona alle sue caratteristiche) alla ricerca del goal perduto, che diventa un’ossessione dopo l’errore pesantissimo al Camp Nou nella gara che avrebbe potuto cambiare radicalmente il volto della stagione del Milan. Poi il nulla.

Niang era, con Balotelli ed El Shaarawy, uno dei tre moschettieri con la cresta, simbolo del nuovo corso rossonero. Un’immagine fugace, che si è rivelata effimera fin troppo presto. Il ‘Faraone’ è stato messo in discussione ma la sua posizione, ad oggi, sembra stabile. Chi rischia grosso è proprio M’Baye, finito nel dimenticatoio nei giochini estivi sulle formazioni e, chissà, anche nei programmi del Milan.

La mancata cessione di Robinho, che viaggia a ritmo spedito verso un impensabile (almeno fino a pochi giorni fa) rinnovo di contratto, mette Galliani nelle condizioni di sfogliare la margherita dell’attacco a caccia del petalo più debole. Intoccabile Balotelli, blindato El Shaarawy, fuori gioco (per motivi tecnici ma anche per la questione-infortunio) Pazzini e il sopracitato Robinho, resta solo Niang da poter sacrificare, anche solo momentaneamente (vedi prestito oneroso) per portare a Milano un campioncino in grado di ridare un pò di colore ai volti grigi nell’ambiente rossonero, individuato da tempo in Adem Ljajic.

Il passaggio al 4-3-1-2 ha ridotto drasticamente le possibilità di M’Baye di trovare spazio nell’undici titolare: se, sulla carta, la coppia Balotelli-El Shaarawy sembra inamovibile, con Pazzini alter-ego di SuperMario, l’interesse mai nascosto di Galliani per Ljajic lascia intendere che Niang (o Robinho, se dovesse essere il brasiliano a restare in rosa) sarebbe al momento la quinta scelta in attacco, un drastico scivolone rispetto a qualche mese fa. 

Per il francesino, sul quale il Milan finora ha però sempre dimostrato di credere fortemente, potrebbe profilarsi l’idea di un anno altrove, per giocare con continuità, per arricchire il proprio bagaglio e probabilmente anche per trovare se stesso, intrappolato finora nel limbo di un ruolo ancora indefinito. Seconda punta, attaccante esterno o centravanti moderno? A non ancora 19 anni Niang può permettersi di spendere una stagione alla ricerca di un’identità chiara, che potrebbe permettergli di ripresentarsi a Milanello con maggior autorevolezza.

Difficile che il Milan decida di privarsi a titolo definitivo del ragazzino di Meulan-en-Yvelines, seguito da vicino da molti club inglesi e accostato anche al Real Madrid nei mesi scorsi. Certo che se dovesse arrivare un’offerta vicina ai 15 milioni il discorso cambierebbe: dopo averlo preso un anno fa per soli 3 milioni, Galliani potrebbe anche cedere di fronte ad una ghiottissima plusvalenza...

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