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ANALISI - La prima Juve di Conte è stata costruita con meno risorse, nel 2012/13 i 20 club spagnoli hanno speso, assieme, solo 20M in più. Ma servirà spendere bene...

Centoventiquattromilionivirgolacinque. Tutto d'un fiato. E' il budget monstre a disposizione del Napoli per la sua campagna acquisti dopo la cessione di Edinson Cavani, cifra messa nero su bianco (su Twitter) direttamente da Aurelio De Laurentiis. Un modo per impegnarsi, per garantire formalmente che il tesoretto sarà reinvestito per intero sul mercato. Come in parte già avvenuto, tra l'altro.

Quando non è dato saperlo. I più maliziosi ipotizzano che il presidente si riferisse anche alle prossime sessioni, a partire da gennaio. Per quelle che sono le esigenze della nuova creatura di Benitez, non è però da escludere che le risorse vengano prosciugate da subito nel tentativo di allestire una squadra in grado di primeggiare da subito.

Centoventiquattromilionivirgolacinque. Da anni, in Italia, non si vedeva un budget così importante. L'ultima estate di furore per i club di italiani è stata quella del 2001, quando Lazio, Milan e Juventus spesero rispettivamente 121, 146 e 177 milioni di euro.

Da allora, declino e crisi. Per intenderci: 124,5 milioni corrispondono ad un quarto della spesa totale dei 20 club di Serie A lo scorso anno. La prima Juventus di Conte, quella targata 2011/12, è stata costruita con 100 milioni di euro, partendo da un gruppo finito settimo pochi mesi prima.

Si tratta di numeri paurosi per lo stesso Napoli di De Laurentiis, che pure si è sempre distinto, nel recente passato, per essere tra i club più generosi sul mercato. Nelle ultime tre stagioni, gli azzurri hanno comprato per circa 120 milioni. Addirittura quattro in meno del budget attualmente disponibile.

Volendo considerare la finestra di mercato attuale, con molto meno di 124,5 milioni il Napoli potrebbe permettersi i cartellini di Ogbonna, Benatia, Strootman, Felipe Anderson, Tevez e Gomez, tanto per fare alcuni dei nomi più importanti tra quelli che si sono mossi durante quest'estate.

Parliamo di cifre che escono fuori imponenti anche nel confronto con l'estero. L'intera Liga - complice la crisi che attanaglia la Spagna - ha speso 144 milioni per il mercato nella passata stagione. Il Bayern dominatore di Germania e d'Europa è stato costruito - a cavallo tra 11/12 e 12/13 - con quattro milioni in meno rispetto alla disponibilità del club partenopeo.

In termini puramente aritmetici, De Laurentiis potrebbe permettersi, oggi, di spendere 60 milioni per Falcao, 37 per Gotze e 20 per Paulinho. Senza considerare gli ingaggi, naturalmente, che restano da escludere nell'ambito di questo discorso. Il patron azzurro non ha infatti tenuto conto del risparmio in questo senso sul fronte Cavani (dettaglio non irrilevante, considerato lo stipendio annuo da 5 milioni).

Insomma, non si arriverà alle esagerazioni di sceicchi e petrolieri, ma il Napoli si appresta a vivere settimane di ribalta, forse anche internazionale, sul mercato. Il segreto, più che spendere tanto, sarà spendere bene. Da quei 124,5 milioni di euro dipendono presente e soprattutto futuro degli azzurri.

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