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"Ho pianto con mia moglie - dice il brasiliano - avrei voluto rimanere un altro anno. Ho già un paio di offerte in A e in B. Se Corini fosse stato confermato sarei rimasto".

Ha iniziato che si chiamava ancora Eriberto, ha continuato da Luciano. Ma si sa che anche le più belle storie d'amore possono terminare con qualche strascico polemico. E così la decisione del Chievo di dividere le strade non ha fatto per nulla piacere al 37enne centrocampista, in gialloblu dai tempi della squadra champagne di Del Neri.

Il brasiliano ha esternato la propria delusione in conferenza stampa, organizzata proprio per dare l'addio al suo Chievo. "Ci tenevo tantissimo - ha spiegato - Non mi sento tradito, tradito è una parola pesante. Mi sento deluso, questo sì. Ho pianto, e con me mia moglie. Non è un mistero che avrei voluto restare qui un altro anno, visto che mi sento ancora utile".

Il futuro? Potrebbe essere ancora in Italia: "Mi sono giunte un paio di offerte, una da una squadra di A e un'altra di B - ha rivelato Luciano - Se ne sta già occupando il mio procuratore. Poi vorrei tornare in Brasile, magari a fare l'osservatore proprio per conto del Chievo".

L'ex bolognese ha poi puntato il dito contro il nuovo allenatore Sannino: "Credo sia stato lui a non volermi. Se fosse rimasto Corini sarei stato confermato, e magari sarei entrato nel suo staff. Ringrazio il presidente Campedelli, è una persona eccezionale". Luciano, come detto, lascia il Chievo dopo 13 anni: arrivò da Bologna nel 2000, conquistando subito la storica promozione in A.

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