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L'Ad rossonero ha in agenda un incontro con l'agente del centrocampista azzurro: il piano è quello di cercare di mettere le mani sulla metà del cartellino di proprietà dell'Udinese

Partita a scacchi che continua a luci spente o ritirata definitiva che non ammette ulteriori puntate? Il comunicato con cui il Santos ha annunciato 'urbi et orbi' di ritirarsi dalla trattativa per riportare Robinho a casa, adducendo costi troppo alti per l'operazione, ha gelato il Milan e messo all'angolo Adriano Galliani e la sua strategia per piazzare ulteriori colpi in entrata dopo Saponara e Poli.

Se non si vende non si compra, è il 'mantra' ormai scolpito sui muri di Via Turati, e la cessione di Robinho era il segreto di Pulcinella per poter disporre dei capitali per potersi presentare alla porta della Fiorentina con una offerta 'accettabile' per un Ljajic che va scadenza l'anno prossimo. "Me lo porto a casa con meno di 10 milioni - era il progettone nella testa dell'Ad del Diavolo, già forte di un mezza parola del procuratore Ramadani - sennò me lo prendo a zero euro l'estate prossima... gli piazzo un Montolivo bis".

E se la seconda parte del piano è ovviamente sempre attuabile, la prima viene ora messa a rischio dal ritiro del Santos, che toglie dal tavolo i soldi da destinare all'acquisto del talento serbo. Del resto, è la legge del mercato da quando esiste il mondo: far sapere a tutti che hai disperatamente bisogno di vendere qualcosa non facilita le condizioni di vendita.

Facile che chi vede che - pur di intascare qualcosa - si abbassa sempre di più il prezzo (per Binho il Milan è 'crollato' dagli oltre 10 milioni iniziali ai 6 dell'ultima richiesta, purchè in unica soluzione... proprio per dirottarli subito altrove), provi a tirare ulteriormente la corda, allo scopo di prendere per la gola la controparte. Ecco perchè la ritirata del Santos potrebbe essere puramente strategica e preludere - grazie anche al fatto che la chiusura del mercato in Brasile è stata posticipata di 5 giorni, adesso è fissata il 20 luglio - ad un'ulteriore richiesta di sconto.

Milan bloccato, bloccatissimo, dunque. Nè arrivano novità sul fronte Honda, per il quale il club rossonero - Binho o non Binho - non vuole assolutamente cambiare la propria linea: l'offerta per il Cska è di un paio di milioni massimo, non trattabile nonostante gli inviti del club russo a presentare un'offerta più congrua al valore del giocatore, sennò il trequartista giapponese approderà gratis a gennaio a Milanello (ha il contratto in scadenza a dicembre 2013).

Tutto fermo quindi? Non esattamente, almeno secondo la rivelazione che arriva dagli ambienti romani. La mattonella su cui si vocifera è sempre quella del centrocampista offensivo, sia pure con caratteristiche molto diverse sia da Ljajic che da Honda, due giocatori decisamente più attaccanti di... Antonio Candreva.

Ebbene sì, è il 26enne nazionale azzurro, tra i più in mostra nell'ultima Confederations Cup, il nome nuovo entrato nell'orbita del Diavolo. Il piano di Galliani, che avrebbe già sondato e messo in agenda un incontro con l'agente del ragazzo, è esattamente quello che aveva avuto il Napoli qualche settimana fa: andare a prendersi dall'Udinese la metà del cartellino del giocatore romano, per poi sedersi al tavolo della Lazio per discuterne l'acquisto definitivo.

Ma anche questo progetto, come quello per Ljajic, necessita di un motore primo per partire, ovvero il denaro. Ed ecco allora che, in attesa di sapere se i pokeristi di Vila Belmiro fanno sul serio nella ritirata su Robinho, Galliani non ha altra scelta che tornare disperatamente a mettere sul bancone l'unico altro pezzo cedibile e che abbia un minimo di mercato, ovvero quel Kevin-Prince Boateng già offerto a mezza Europa - Monaco in primis - senza ricevere alcuna attenzione.

Adesso, con premesse diverse - leggasi richiesta rossonera che scenderebbe dai 15 milioni fissati inizialmente come prezzo per il 'Boa' - le cose potrebbero andare in maniera differente, dando a Via Turati quel budget indispensabile per poter realizzare le idee in entrata. Anche se - e si torna al discorso di prima - dover vendere qualcuno quando gli altri sanno che devi disperatamente fare cassa, non è esattamente il massimo per spuntare condizioni migliori...

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