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Il mediano olandese sarà il grande colpo del mercato dei giallorossi: un arrivo che rischia di mettere in discussione il futuro nella Capitale di Capitan Futuro...

Federico Casotti
Telecronista Sportitalia, Editorialista Goal.com

Era da tempo nella lista della spesa del Milan, la Premiership non ha mai smesso di esercitare su di lui un certo fascino, ma alla fine Kevin Strootman pare davvero aver scelto la Roma. Una scelta coraggiosa per il centrocampista olandese, al quale Rudi Garcia ha intenzione di consegnare le chiavi della squadra, visto il suo ruolo e il suo curriculum.

Fisico imponente, con il suo metro e 90 di altezza, Strootman ha seguito sin qui il tipico percorso dei talenti del calcio olandese: vale a dire, il giusto periodo di formazione dopodichè, una volta testato il suo talento, il lancio senza paura in prima squadra.

A differenza di altri ragazzi sbarcati in Italia negli anni passati, Strootman arriva dal settore giovanile dello Sparta Rotterdam, squadra di tradizione ma con un settore giovanile sicuramente di minore tradizione rispetto ad Ajax e Feyenoord. Ciò non ha impedito al giovane Strootman di affermarsi come perno di centrocampo con i biancorossi, venendo inserito nel 4-3-3 tipico marchio di fabbrica del calcio oranje.

Il periodo trascorso al “Kasteel” di Rotterdam è utile per prendere confidenza con la Eredivisie, anche se Frans Adelaar, l’allenatore di quel periodo, lo schiera come interno di sinistra, sfruttando il fatto che sia mancino naturale. Il transito all’Utrecht nel gennaio 2011 è breve, ma decisivo, perché è proprio all’ombra della Domtoren che Strootman acquisisce la sua piena identità tattica. Contrariamente alla tradizione olandese, Ton du Chatinier fa giocare la squadra con il 4-2-3-1, sistemando quindi Strootman davanti alla difesa, affiancandolo a un mediano più intenditore come il danese Silberbauer o il canadese Lensky. Sei mesi che non passano invano, perché il PSV lo ingaggia immediatamente insieme al belga Dries Mertens.

Il biennio a Eindhoven contiene in mezzo una cesura notevole: c’è un “prima” e un dopo l’estate 2012. La prima stagione in biancorosso Strootman la gioca agli ordini di Fred Rutten, tecnico che fatica a schiodarsi dal dogma del 4-3-3, e che lo affianca nella linea mediana a giocatori molto offensivi come l’estroso Labyad e Toivonen, addirittura un centravanti mascherato. Strootman riesce a fare il suo buon lavoro davanti alla difesa, ma si espone spesso a qualche fallo tattico di troppo, con conseguenze intuibili dal punto di vista disciplinare. Un aspetto che emerge in maniera palese anche nelle amichevoli di preparazione a Euro 2012, sebbene poi il ragazzo non scenderà in campo in nessuna delle tre disastrose partite in Polonia e Ucraina.

L’ultima stagione è quella del riscatto e della maturazione, e il merito, oltre che di Strootman, è di altri due signori: Dick Advocaat e Mark Van Bommel. Il primo schiera un PSV ultraoffensivo, dando al giocatore finalmente una precisa collocazione tattica ed esaltandolo come centrocampista box-to-box in fase sia di costruzione che di ripartenza. Il secondo, rientrato in Olanda dopo l’esperienza al Milan, lo protegge dall’ansia di essere l’ultimo baluardo davanti alla difesa, preservandolo da un eccesso di falli tattici e di fatto garantendone il rendimento. Non è un caso che l’ultima stagione, sebbene si sia conclusa senza vittorie di squadra, sia stata la più proficua per Strootman anche sotto l’aspetto realizzativo, con 5 gol segnati.

Tatticamente ricorda molto Khedira del Real Madrid, e non a caso la Roma ha vinto anche la concorrenza del Napoli di Benitez, interessato a entrambi i profili. Si tratta di un centrocampista di ottime prospettive, che però non va lasciato solo davanti alla difesa: per questo renderebbe molto di più in un 4-2-3-1, piuttosto che in un 4-3-3 puro.

Di certo il suo arrivo avrà un'influenza sulle strategie di mercato dei giallorossi: uno tra De Rossi e Bradley, a centrocampo, risulterebbe di troppo. Capitan Futuro, in particolare, non è più incedibile come una volta...

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