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ANALISI - Galliani ha già in testa le mosse da compiere seguendo il classico "vendere per acquistare", intanto l'interesse per Ljajic fa vacillare la certezza che sarà 4-3-1-2.

'Ci vuole calma e sangue freddo', cantava Luca Dirisio anni fa. Due qualità che dovranno avere anche i tifosi rossoneri, oltre a un abbondante dose di fiducia nelle capacità decisionali di Adriano Galliani. Sarà l’ennesima estate lunga in casa Milan, complicata dall’esigenza di avere subito rinforzi per l’imminente campagna europea. Vietato, però, farsi prendere dall’ansia.

Galliani sta procedendo con passo lento ma deciso verso una definizione di un mercato che ha già in testa. Ricordate le sue dichiarazioni? "Se parte Tizio, so già che verrà sostituito con Caio. E così via". Ha nomi precisi in mente, semmai il problema è il solito dogma: prima si vende, poi si acquista. Ecco, i prossimi giorni saranno decisivi per la definizione di alcune operazioni.

Robinho verrà ceduto al Santos, le parti hanno già limato le proprie richieste e l’affare verrà concluso. C’è già un accordo di massima. Avrà anche tempi precisi, visto che il mercato brasiliano conclude il 15 luglio. Numericamente, verrà sostituito da Honda che ha già firmato un contratto da 2,5 mln a stagione e che potrebbe portarne nelle casse rossonere tra sponsor, pubblicità e merchandising circa 10: un vero e proprio affare. Tecnicamente invece il suo posto verrà preso da un giovane attaccante.

Poli darà invece il cambio a Flamini, destinato a partire (salvo sorprese) dopo il mancato accordo sul rinnovo. Il discorso però si complica se allarghiamo la visuale. Nei piani del Milan non rientrerebbero più Traorè, Nocerino e Boateng, ma i tre non hanno grande mercato. O meglio, non hanno offerte degne di questo nome. E questo blocca il mercato in entrata, soprattutto in mediana, il reparto più bisognoso di innesti dopo la partenza anche di capitan Ambrosini.

Facendo la conta, ad oggi, sono a piena disposizione di Allegri: Montolivo, Muntari e Poli, più De Jong e Cristante, uno reduce da un grave infortunio, l’altro giovane speranza per il futuro ed incognita per il presente. Poi c’è Emanuelson che – a detta di Galliani – non è scontato che parta, anzi. La sensazione è che possa restare solo in caso di 4-2-3-1, ipotesi che il Milan sta scartando solo a parole. Tutti si affannano a confermare che il 4-3-1-2 sarà il modulo di riferimento (diktat presidenziale), ma l’interesse prima per Cerci, poi per Ljajic fa vacillare questa sicurezza.

Candreva potrebbe essere il giusto compromesso, utilizzabile a centrocampo così come più avanzato. E’ chiaro invece che se il modulo con il trequartista verrà confermato, servirà concentrarsi più sulla mediana che non sull’attacco. Ma qui non ci sono grossi nomi che al momento convincano in toto la dirigenza rossonera. Anche perché con Honda prenotato, occorrerà pescare solo nel mercato dei comunitari e il cerchio si rimpicciolisce.

Il giocatore poi che sembra convincere di più il Milan (Strootman) pare avere un costo fuori portata e un feeling sempre più crescente con la Premier, il che lo rende un obiettivo difficile.

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