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ESCLUSIVA - Il club nerazzurro deve soltanto ufficializzare l'affare Belfodil-Cassano, dopodichè si dedicherà alla difesa: il preferito rimane il giocatore del Basilea.

Un sì, un forse e un chissà. Il mercato dell'Inter in questa fase ruotava e ruota attorno all'operazione Ishak Belfodil. Perché la punta classe '92 arriverà, come previsto. Ma non è tutto. Mancava ancora l'ok fondamentale, quello di Antonio Cassano, per ottenere il via libera all'affare. E ieri in Toscana FantAntonio ha detto sì al Parma, strette di mano ufficiose, presentazione fissata per i prossimi giorni.

Cassano ha accettato un contratto di 3 anni con ricchi bonus, ingaggio totalmente a carico di Ghirardi, adesso può considerarsi a tutti gli effetti un giocatore del Parma. Lo sarà presto anche ufficialmente con un bel sorriso sul sito ufficiale del club, prima in queste ore dovrà sistemare i dettagli legati al proprio sponsor tecnico e poi ci sarà il nero su bianco.

Al Parma, invece, non ha ancora detto sì Matias Silvestre. Lui ieri è rientrato in Italia, ha incontrato l'Inter e spiegato che ha intenzione di riflettere ancora prima di accettare la nuova destinazione. Il sogno di giocarsela in una big svanirebbe presto e questo a Silvestre fa male, ma la prospettiva di restare a Milano per sedere in tribuna ogni domenica non è certo rosea. Per questo, il Parma tenta ancora di convincerlo.

Saranno giorni importanti, intanto il d.t. Leonardi contatterà personalmente il giocatore in queste ore chiedendo anche l'aiuto diretto di Cassano nell'opera di convincimento. Un fattore in più, oltre ai bonus pronti per il contratto che il Parma proporrà ufficialmente a Silvestre in queste ore. Per ora è un forse, più avanti si vedrà.

Si vedrà, appunto. Anche per i rinforzi in difesa dell'Inter. Perché Walter Mazzarri un difensore lo gradirebbe eccome e lo ha spiegato a Branca e Ausilio. Prima, però, ci sono le cessioni: deve andar via Silvestre, poi Chivu o in alternativa Ranocchia. Ma se per quest'ultimo un'offerta superiore a 10 milioni non c'è (e l'Inter a meno non vuol venderlo), per Chivu la situazione per la risoluzione del contratto resta bloccata dai costi per la buonuscita e dalla volontà del giocatore.

In più, in società c'è chi spinge per trattenerlo ancora senza regalare il cartellino di un giocatore comunque competitivo pagandogli anche una somma importante per convincerlo ad andare via. Insomma, situazione bloccata sia per Silvestre che per Ranocchia e Chivu. Per questo non può decollare né l'idea Danilo (freddissima, in questo momento) né l'opzione Aleksandar Dragovic, il preferito di Piero Ausilio.

Il d.s. nerazzurro sta trattando personalmente con il Basilea, ha rapporti ottimi con i dirigenti svizzeri avendoli sentiti spesso in questi ultimi mesi, quando è volato ad osservare proprio Dragovic in Europa League. Di questo centrale si è letteralmente invaghito, il profilo è quello giusto per personalità, qualità, futuribilità. Ma costa poco meno di 10 milioni (il prezzo è comunque destinato a salire e c'è concorrenza), senza cessioni non si fa niente.

Anche perché le priorità dell'Inter sono altre, da Isla al centrocampista. Una motivazione che ha già bloccato quello che era un acquisto in pugno da mesi: Modibo Diakité dalla Lazio, praticamente preso a zero euro e graditissimo a Mazzarri. Poi, il difensore si è stufato di aspettare le cessioni nerazzurre ed ha scelto il Sunderland. E allora in lista d'attesa ci sono Silvestre e Chivu, Cassano invece si è convinto. Arriverà Dragovic? Chissà, dipende da loro. Per continuare a risolvere il rebus del mercato dell'Inter...

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