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Il probabile trasferimento del cileno segna il disgelo tra due club in guerra perenne da ben sette anni. L'Inter incrocia le dita: da Boninsegna a Cannavaro, tanti i precedenti...

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Da Ibra a Isla, il tempo del grande gelo è alle spalle. Dopo sette anni vissuti sul filo dell'alta tensione, Juventus e Inter provano a riallacciare i rapporti, deterioratisi proprio nell'estate del 2006, in seguito ai noti fatti di Calciopoli.

Lo scandalo che travolse Madama, scaraventola dal trono d'Italia all'inferno della B, sancì la definitiva rottura con i nerazzurri, che approfittarono del momento per portare ad Appiano giocatori del calibro di Vieira e Ibrahimovic, colonne della Juve capelliana, finiti a rinforzare la rosa di Mancini per una cifra complessiva vicina ai trentacinque milioni di euro.

Da allora zero affari tra i due club, almeno fino ad oggi. Ora infatti la Beneamata torna a bussare alle porte di corso Galileo Ferraris per soddisfare le richieste del nuovo tecnico Mazzarri. Il mister livornese al suo arrivo a Milano è stato chiaro, la rinascita dell'Inter deve partire dagli esterni.

Nel mirino di Branca è così finito Isla, cileno attualmente in comproprietà tra Juventus e Udinese, reduce da una stagione decisamente sottotono, vecchio pallino dell'allenatore già dai tempi del Napoli. La Vecchia Signora si è mostrata disponibile ad ascoltare le proposte nerazzurre, pur partendo da una rigidità di base sulla cifra richiesta per il 50% del cartellino di sua proprietà, valutato ben 7,5 milioni di euro.

L'Inter, come rivelato oggi in esclusiva da Goal.com, ne mette sul piatto cinque e aspetta fiduciosa il momento dei saldi. L'affare, destinato a sancire la tregua di mercato, alla fine si farà con reciproca soddisfazione delle parti. A Milano si attende il momento giusto, incrociando le dita. I precedenti affari con la Juve infatti, fatta eccezione per il già citato ratto franco-svedese, non sorridono di certo ai colori nerazzurri.

I tifosi della Vecchia Signora ricordano ancora con i lucciconi agli occhi il capolavoro made in Moggi dell'estate 2004, quando l'allora Dg bianconero riuscì a portare in quel di Torino un certo Fabio Cannavaro, destinato a diventare Campione del Mondo due anni dopo. Il tutto girando all'Inter, in un incredibile scambio alla pari, il cartellino di Fabian Carini, terzo portiere della Juventus.

Undici anni prima altro grande colpo di Madama che, per riportare sotto la Mole il vecchio tecnico Trapattoni, lasciò come indennizzo Desideri e Dino Baggio, quest'ultimo con la formula del prestito e diritto di riscatto già fissato. I nerazzurri a fine stagione decisero però di non esercitare l'opzione, restituendo alla Juve una pedina fondamentale nella cavalcata che portò poi alla conquista della Coppa Uefa 1992/93.

E come dimenticare i casi dei bomber Serena e Boninsegna, scaricati con troppa fretta dall'Inter, e letteralmente rinati in maglia bianconera, dove conquistarono rispetto e considerazione, oltre a vincere campionati e coppe a profusione. A Milano puntano Isla e incrociano le dita. La storia spaventa, ma il futuro è tutto da scrivere. Per il cileno garantisce Mazzarri, a Moratti basta e avanza.

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