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Il mancato approdo in Champions riduce la liquidità nelle casse nerazzurre e dovrà portare il club a seguire un 'diktat' ben preciso: vendere bene per poter acquistare.

Da una parte c'è la telenovela delle note vicende societarie, il lungo tira e molla con il tycoon indonesiano Erick Thohir che vuole prendere parte della società, dall'altra bisogna fare i conti con una stagione davvero negativa, che sta avendo ripercussioni (come prevedibile) sulle casse del club: il mancato ingresso in Champions League per il secondo anno di fila in soldoni significa una trentina di milioni in meno da investire per l'Inter.

Una cifra consistente con i tempi che corrono ed è quindi normale che ciò porti a un certo immobilismo, perché quando i soldi sono pochi vanno spesi bene senza gettarli alle ortiche come purtroppo è capitato troppo spesso in queste ultime stagioni. E' vero che Icardi, Campagnaro, Andreolli, Botta e Laxalt sono stati bloccati da tempo e saranno i volti nuovi al prossimo raduno, ma non bastano per completare l'organico che ha in mente Mazzarri.

La sensazione (anche qualcosa di più) è che per accontentare le richieste del tecnico di San Vincenzo non basterà ridurre la rosa e continuare nella politica dell'abbattimento degli ingaggi. Per arrivare all'esterno di fascia (Basta), al centrocampista centrale (Nainggolan il preferito) e all'attaccante (Osvaldo il nome in cima ai desideri) che l'ex allenatore del Napoli ha espressamente richiesto, senza nuova linfa (indonesiana) bisognerà sacrificare uno dei pochi elementi della rosa che ha un certo mercato.

Tolto Mateo Kovacic, l'unico davvero incedibile, nell'attuale rosa sono solo tre i giocatori che hanno un certo appeal di mercato e che garantirebbero una certa liquidità. Nonostante le dichiarazioni d'amore (reciproche), Fredy Guarin è l'indiziato numero 1 ad essere immolato sull'altare del bilancio, ma non alla Juventus. L'interesse del Tottenham è serio, tanto che gli Spurs hanno già messo sulla bilancia 20 milioni. "No, grazie" la risposta di Moratti, ma con qualche milioncino in più ecco che l'affare può decollare. Mazzarri si consolerebbe con Pablo Barrientos, per il quale la trattativa con il Catania è in fase avanzata.

Il recente sondaggio per il portiere del Santos Rafael è un'ulteriore conferma di come ad Appiano si stiano coprendo le spalle in caso di offerta irrinunciabile (40 milioni di euro) per Samir Handanovic. Il Barcellona non sembra avere fretta e preferirebbe inserire una contropartita tecnica (il difensore Bartra o il centrocampista Song) per abbassare il contante da sborsare.

Moratti lo ha confermato, ma il recente interesse per il difensore dello Sporting Lisbona e dell'Argentina Marcos Rojo è un indizio che Andrea Ranocchia potrebbe essere messo sul mercato, nonostante le dichiarazioni presidenziali. Lo scambio con Marrone della Juventus (e conguaglio) non convince i bianconeri (soprattutto Conte che stravede per il nazionale Under 21). Rimangono sempre vive le piste che portano a Basilea, dove sono tenuti sotto osservazione i giovani Aleksandar Dragovic (austriaco di 22 anni, 8 milioni) e lo svizzero Fabian Schär (21 anni, 5 milioni).

Prima si vende (e si sfoltisce la rosa) e poi si compra. E' questa la strada obbligata che l'Inter ha intrapreso. Salutato l'ennesimo eroe del Triplete, Dejan Stankovic, hanno le valige in mano anche Gargano (che non sarà riscattato dal Napoli), Silvestre, Jonathan, Schelotto, Kuzmanovic, Alvarez, Obi e Duncan, giocatori che complessivamente faranno risparmiare una quindicina di milioni lordi di euro solo in ingaggi.

Restano da valutare le posizioni di Antonio Cassano e Alvaro Pereira. Ai tempi della Samp, Fantantonio con Mazzarri ha fatto grandi cose, ma ciò che pesa sul barese è il suo stipendio da top player (2,7 milioni netti più bonus). L'esterno uruguayano, l'acquisto più costoso della scorsa campagna acquisti, piace a Mazzarri, che vorrebbe dargli una nuova chance. Sempre che il ricchissimo e ambizioso Monaco non ci metta lo zampino...

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