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Ecco l'idea del tecnico pugliese: 3-5-2 in campionato con Pirlo e 4-2-3-1 in stile Bayern in Champions con Vidal e Pogba a fare da diga. Ecco giustificato il mercato JoJo-Diamanti

Antonio Conte a caccia dell'Europa. Dopo due scudetti vinti in patria la Juventus vuole tornare grande fuori dai confini nazionali e per farlo, saggezza vuole, che bisosgna copiare da chi fa bene da tempo. Il suggerimento è arrivato sabato a Wembley vendendo Bayern Monaco e Borussia Dortmund affrontarsi ad armi pari con quel 4-2-3-1 che regala ampiezza di manovra, imprevedibilità e tanto spettacolo.

E' da qui che vuole ripartire Conte e le trattative di mercato per giocatori come Stevan Jovetic e Alessandro Diamanti sarebbe un indizio in più. Nascerebbe quindi una Juventus 'double-face'. Una per l'Italia con il consolidato 3-5-2 da aggiustare qua e là (vedi esterni) con Pirlo solito metronomo visto anche i ritmi non forsennati che contraddistinguono il calcio italiano e una per la Champions con un 4-2-3-1 che guarda caso è l'ultimo modulo con cui un'italiana (inter 2010) trionfò nella massima competizione europea.

Ma per supportare tre uomini offensivi (Jovetic, Marchisio centrale e Diamanti) più il centravanti che sarà a turno Llorente o (se arrivasse) Higuain, c'è bisogno di una doppia diga là in mezzo. Gli interpreti di quel ruolo saranno gli imprescindibili Vidal e Pogba, mix di corsa, temperamento e senso tattico. E Pirlo? (direte voi). La notizia è proprio questa. L'uomo con più esperienza e il più vincente delle rosa della Juventus, potrebbe essere sacrificato sull'altare della nuova filosofia tattica di Conte.

Questa la teoria, la pratica verrà svelata solo più avanti anche perchè il tecnico juventino ha già dimostrato più volte di non essere così integralista come tutti credevano: arrivato a Torino col dogma 4-2-4 lo accantonò immediatamente appena capì il potenziale che aveva in mezzo al campo. Quindi nessuna preclusione a priori a Pirlo, ma l'età e le caratteristiche del duo Vidal-Pogba mettono almeno per il momento l'ex milanista in un angolino. Il tempo poi, sarà il giudice supremo

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