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Lo svedese, senza Ancelotti non rimarrà a Parigi. L'unica opzione italiana sembrano i rossoneri che però non possono pagare super ingaggi. E Raiola ora deve inventarsi qualcosa

E' dura la vita del povero Zlatan Ibrahimovic. Un anno sei nella frenetica Milano, poi ti godi il sole di Barcellona, quindi (dopo aver fatto di nuovo tappa nella capitale italiana della moda) ti trasferisci nella multietnica e artistica Parigi. Ed ora? Cosa succederà?

Con un pò di ritardo, ecco rispuntare come al solito il mal di pancia primaverile dello svedese che forse, adeguandosi al meteo ancora pazzerello della nostra penisola, ha voluto attendere la fine della stagione (ieri ancora in rete nel 3-1 sul Lorient) per mandare messaggi d'amore un pò a tutti.

Lo ha fatto qualche settimana or sono con la Juventus ma in bianconeri sembrano ormai aver definitivamente virato su altri obiettivi; lo fa ora con l'Italia intera (suo paese adottivo), con Milano (sua città preferita) e quindi con il Milan stesso, che solo l'estate scorsa lo scaricò assieme a Thiago Silva per una vagonata di petrodollari. "Leonardo mi aveva avvisato che qui sarebbe stata un’altra cosa - ha dichiarato nelle scorse ore in un'intervista a 'Telefoot' - Non siamo al Milan, quest’anno non è stato facile". Ed è proprio al club di via Turati che Ibra guarda ancora con nostalgia.

Ma a 31 anni e con quel solito carattere 'Faso tuto mì' che a volte ha creato non pochi problemi, trovare un club pronto ancora a strapagarlo e a subirne l'egocentrismo, non sarà semplice. Galliani, che con Berlusconi sta concordando da ormai un anno, strategie di mercato fatte di giovani low-cost di talento, non potrà certo bussare alla porta del patron con la richiesta di un super ingaggio (anche se spalmato, ridotto, rivisto) per Ibra.

E allora cosa accadrà? L'attaccante ha ammesso che la possibile partenza di Ancelotti dal Psg sarebbe una perdita enorme e che a Parigi (città) ha trovato grandi difficoltà. Quindi le strade sono molteplici: o il Psg trattiene Carletto, o Ibra segue il suo nuovo mentore (con il quale, parole dello svedese, ha instaurato un ottimo feeling) al Real Madrid o Raiola dovrà inventarsi qualcosa e piazzarlo nella sua amata Italia. Mal di pancia in arrivo... serve un Malox tricolore.

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