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ESCLUSIVA - Il prossimo tecnico nerazzurro vuole fare del difensore e del colombiano due pilastri del nuovo corso nerazzurro. In bilico l'esterno uruguagio.

Tempo, lavoro, sacrificio. Non può esserci la magia negli ingredienti di Walter Mazzarri, l'uomo che raccoglierà la panchina di Andrea Stramaccioni all'Inter. Una scelta arrivata non solo per ragioni tecniche, bensì anche per altri fattori.

Massimo Moratti si è fatto convincere anche per l'ottima reputazione che lo staff di Mazzarri si è guadagnato in questi anni, da Reggio Calabria fino a Napoli passando per Genova, specialmente per quel che riguarda il preparatore atletico Pondrelli. Anche così si inizia una rivoluzione, dopo una stagione in Pinetina passata più a guardare all'infermeria che al campo. Già da qualche giorno Mazzarri è stato messo in contatto con Marco Branca tramite il suo agente Beppe Bozzo, primi discorsi informali, più avanti è previsto il Conclave nerazzurro con tutti i dirigenti che si occupano di mercato, il presidente Moratti interpellato e naturalmente lo stesso Walter Mazzarri.

Proprio da Mazzarri sono filtrate le prime richieste, confronti specifici con la società su quelle che sarebbero le idee su alcuni giocatori. A partire da Fredy Guarin, uno su cui Walter vuole fortemente puntare come arma da utilizzare in più frangenti, modellando su di lui una veste tattica più solida e meno anarchica, evitando prestazioni altalenanti del colombiano come in questo 2013. Dall'Inter sono stati chiari: nessuno è incedibile di fronte a offerte importantissime, il bilancio parla chiaro e vede rosso. Però sicuramente ci saranno dei pilastri da cui poter ripartire, eventualmente trattabili solo se qualche società dovesse arrivare a proposte davvero alte. Per questo, Mazzarri ci ha tenuto a far sapere qualche sua idea specifica.

E' stato fatto il nome di Andrea Ranocchia, un difensore per cui i sondaggi non mancano e non sono mai mancati. Osservatori inglesi lo hanno seguito a più riprese, la Juventus lo prenderebbe immediatamente per volontà di Antonio Conte, qualche altra società importante lo tiene d'occhio in gran segreto. Ma all'Inter lo sanno, perché con Andrea c'è un rapporto limpido e un dialogo continuo. Da parte di Ranocchia, l'intenzione è di restare ancora nerazzurro. Lo sa bene proprio Mazzarri, che ha fatto sapere di voler puntare sul centrale della Nazionale per la sua Inter.

Lo voleva a Napoli da due anni, di questi tempi un anno fa insisteva con de Laurentiis per far inserire Ranocchia nell'operazione Lavezzi-Inter, poi sfumata. Giovane, concentrato, già con esperienza alle spalle e soprattutto capace di giocare sia da centrale che da destro nella difesa a tre: per Mazzarri quello di Ranocchia è un profilo praticamente ideale, preziosissimo. Non ha mancato di farlo presente alla società, che per una valutazione inferiore ai 15 milioni non si vuol neanche sedere a trattare. Mantenendo l'intenzione di trattenere Ranocchia a Milano, valutando poi se ci saranno veri e propri assalti con tanti soldi e un'occasione di mercato vera, magari dall'estero.

Proprio dall'estero, precisamente dalla Premier League, erano arrivati sondaggi ufficiosi per Alvaro Pereira. Primi contatti comunque seri, in cui è stato in particolare il Tottenham a informarsi dell'esterno uruguaiano. André Villas-Boas lo conosce bene dai tempi del Porto, stravede per le sue qualità, sa bene che l'annata negativa all'Inter è stata determinata da più fattori: discontinuità tattica (ha fatto il terzino in una difesa a 4, l'esterno in un centrocampo a 5, l'esterno in un centrocampo a 4, addirittura l'interno di centrocampo al suo debutto), preparazione fatta a spizzichi e bocconi prima che il Porto lo mettesse fuori squadra, nuovo campionato e nuovo gruppo in cui integrarsi all'Inter.

Senza certezze tattiche. Insomma, AVB ha fatto sapere che avrebbe preso volentieri Pereira. Senza però arrivare a un'offerta ufficiale, perché per Stramaccioni sarebbe stato cedibile, ma dall'Inter a meno di 11-12 milioni non trattano. Questione anche di bilancio, dato che in caso di offerta più bassa si tratterebbe di una minusvalenza, 'vietata' dai conti nerazzurri in questo momento.

E Mazzarri? Walter ha fatto sapere che vuole valutare in prima persona Pereira, lo ha seguito a lungo anche un anno fa perché voleva portarlo a Napoli, fu decisivo poi il blitz dell'Inter per soffiarlo a Bigon. Mazzarri conosce il Palito alla perfezione, prima però vuole valutarlo sul campo e avere un confronto col giocatore, quantomeno vederlo nei suoi ingranaggi nel ritiro di Pinzolo a luglio perché lo ritiene perfetto per un 3-5-2 'alla Mazzarri'. Se il Tottenham o qualsiasi altra società dovesse farsi avanti con un'offerta pari o superiore a 11 milioni, allora il discorso verrebbe affrontato seriamente con Pereira, Mazzarri e naturalmente i dirigenti dell'Inter. Il mercato funziona così, ormai gli incedibili non esistono più, specialmente se la Champions League sfuma e gli introiti diminuiscono.

Mazzarri farà il possibile, tornano in mente le parole di José Mourinho nell'estate del 2009: "Non faccio magie, non sono mago Merlino". Non potrà farle neanche Walter, seppur per Ligabue sia un mago. Ah, José - che non amava Mazzarri... - in quella stagione vinse tutto. Ma proprio tutto. Che sia di buon auspicio?

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