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ANALISI - Il patron ha ormai deciso: via Allegri, fautore di un 4-3-3 muscolare, dentro un tecnico dalle idee moderne e capace di valorizzare i giocatori di talento.

Allegri sì, Allegri no. Il dilemma che circonda il tecnico livornese si protrarrà fino all’ultima giornata, così come la lotta per il terzo posto. Poi, di conseguenza, sarà tempo di scelte. Conosceremo quella di Berlusconi e, ovviamente, quella dell’allenatore, perché per i matrimoni bisogna necessariamente essere in due.

Galliani si sta prodigando per celebrare il rinnovo di queste nozze, i tifosi si sono già espressi, i giocatori anche. Ma molti - ad oggi - si stanno ponendo forse la domanda sbagliata: cosa poteva fare di più Allegri con questa squadra? Niente. Tralasciando le prime giornate, la sua stagione è stata perfetta, così come la gestione del gruppo e dei giovani, gli obiettivi li ha centrati tutti.

Poi, certo, qualche errore c’è stato, ma chi non li fa? E allora, perché è in discussione? Forse è la domanda ad essere sbagliata, forse lo è la prospettiva da cui guardare la vicenda. Giriamola. Il vero interrogativo è: cosa vuole veramente Berlusconi? Il problema non è il rapporto personale fra i due, ma la diversa idea di come dev’essere il Milan del futuro.

IL MILAN DI SILVIO
Abbiati

Abate - Zapata - Mexes - De Sciglio

De Jong - Montolivo

CERCI? - SAPONARA - El Shaarawy

Balotelli
Vincere, per il presidente, non è l’unica cosa importante. Conta anche il modo, la capacità di entrare in empatia col pubblico. Berlusconi vuole un Milan affascinante, che stimoli curiosità, ammirazione, che strappi applausi, che lasci a bocca aperta e faccia la storia, come quello di Sacchi e Capello, come il Barcellona di Guardiola.

L’idea era rimasta sepolta nel cassetto dopo il ‘no’ del tecnico catalano alla dirigenza rossonera, ma ora – anche guardando al modello Bayern o Borussia – Berlusconi si è convinto: si può fare. Si può creare una squadra vincente e bella, votata all’attacco, che giochi un calcio totale. Lo si può fare anche senza avere in rosa Messi o Ronaldo, lo si può fare anche senza spendere una follia (vedi Borussia).

Il fatto è che Berlusconi non reputa Allegri in grado di sviluppare un gioco così, non lo ritiene sufficientemente ‘moderno’. Paradossalmente lo è di più il 68enne Heynckes. Al Cavaliere il 4-3-3 muscolare di Allegri non piace, il patron vorrebbe più rapidità, qualità, uomini di fantasia e d’attacco. Non a caso ha invocato pubblicamente l’utilizzo e la riconferma di Bojan, l’unico giocatore totalmente estraneo al progetto tattico di Allegri.

Berlusconi vorrebbe un Milan con 4 giocatori d’attacco, un Milan schierato con il 4-2-3-1, di stampo tedesco. E’ chiaro che un’idea tattica simile cambierebbe anche il mercato rossonero. Stop ai centrocampisti, più attenzione a fantasisti ed esterni. Le occasioni che il mercato offre, poi, potrebbero aiutare Berlusconi in questa opera di rinnovamento, anche senza spendere un capitale.

Weiss potrebbe essere l’uomo giusto, il sostituto ideale di El Shaarawy sulla sinistra, tecnico e rapido, e in più a costo zero. Ilicic lascerà certamente Palermo, magari a prezzo di saldo ora che i rosanero sono retrocessi in B. Basterà trovare un accordo col giocatore, già corteggiato in passato. Saponara, che ad Empoli gioca da trequartista con movenze alla Kakà, potrebbe agire nella sua posizione ideale alle spalle di Balotelli.

Sulla destra potrebbe rientrare tra i ricercati Cerci, elogiato da Galliani prima della gara col Torino. Ljajic potrebbe dire la sua, così come altri talenti. In Europa gli osservati speciali non mancano (Eriksen, Draxler, Isco..), mentre Braida ha fatto il giro del Sudamerica e segnato sul taccuino ragazzi interessanti: Centurion, Leandro Paredes, Felipe Anderson e Rodrigo De Paul.

Insomma, senza sparare nomi grossi o costosi, il Milan assumerebbe un’altra faccia. Questo vuole Berlusconi, indipendentemente dal tecnico che siederà in panchina. Ecco perché il compromesso è ancora possibile: gli uomini del Presidente, la leadership di Allegri. Berlusconi sceglierà l’impostazione generale, l’indirizzo da dare alla squadra, dirà la sua sulla campagna acquisti e prenderà i giocatori a lui graditi, al tecnico spetterà il compito di metterli in campo, farli crescere, sviluppare un gioco migliore di quello attuale. E tutti saranno felici e contenti. O meglio, Allegri...

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