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Al Matador non mancano gli estimatori, ma appare improbabile che venga attivata la clausola rescissoria. Solo il giocatore o De Laurentiis possono sbloccare la situazione.

E' indubbiamente uno dei tormentoni della primavera, lo sarà per buona parte dell'estate, ma in questo momento vive una fase di apparente stallo. La famosa quiete prima della tempesta, probabilmente. Il futuro di Edinson Cavani al Napoli o lontano dall'Italia resta tuttora un'incognita. Difficile da decifrare, oltre le certezze di uno scenario ormai consolidatosi nel corso delle ultime settimane.

Di sicuro c'è solo la clausola e l'assenza, per il momento, di club disposti a versarla per intero, centesimo dopo centesimo fino ai 63 milioni di euro previsti dall'accordo. 'Impasse' che mette con le spalle al muro sia il Napoli che il giocatore. Gli azzurri resteranno davvero irremovibili sulla richiesta iniziale, senza concedere sconti? E il Matador proverà a forzare la cessione chiedendola apertamente?

Quesiti le cui risposte, ad oggi, sembrano gli unici elementi in grado di far sbloccare una situazione impantanatasi in un mare di chiacchiere e pochi fatti. Cavani piace tanto, tantissimo in giro per l'Europa. Ma costa troppo anche per chi è abituato a folleggiare in sede di mercato. Effetto crisi o effetto fair play finanziario, fate voi.

Il Real Madrid è la squadra dei sogni di Edi, desiderio neanche tanto nascosto confermato dal papà e dal fratello. Ma c'è un problema: i Blancos non spenderanno mai 63 milioni per lui. L'appeal del Matador in Spagna è ancora troppo debole per un investimento di tale spessore. Di Cavani se ne parla poco sui giornali e nelle radio, non è un nome che pare accendere le fantasie del popolo Merengues.

Difficile pensare che possa essere la risposta dei Blancos ad un'eventuale cessione di Cristiano Ronaldo: la piazza insorgerebbe. Molto più realistico immaginare - soprattutto con l'arrivo di Ancelotti, grande estimatore dei gioielli della Serie A, come dimostrato al PSG - una manovra congiunta di club e giocatore per far calare le richieste del Napoli. Ma prima devono andare al loro posto altri tasselli a Madrid.

Il Manchester City resta alternativa forte, ma attenzione a cadere nel solito equivoco dello sceicco tonto e spendaccione: anche gli inglesi non hanno alcuna intenzione di pareggiare la clausola rescissoria. La carta individuata da Mancini per arrivare a Cavani, come già circolato, è Edin Dzeko, ma il bosniaco preferisce la Germania (e il Dortmund) al Napoli e pare difficile convincerlo a cambiare idea.

Dall'Inghilterra arrivano segnali interessanti: Cavani è la prima scelta dei Citizens, vero, ma non è l'unica. Qualora non andasse a buon fine l'assalto al bomber uruguagio - peraltro non affascinato dal City come dal Real Madrid -, Mancini e i suoi virerebbero su altri obiettivi. Con tanti saluti al Napoli e al Matador.

La pista che porta al PSG non è accostabile, al momento, alle due appena considerate. In primis perchè nella capitale francese regna ancora il caos sul nome della prossima guida tecnica, dando per assodato l'addio di Carlo Ancelotti. E poi per una questione di fascino: la Ligue 1 non esercita su Cavani lo stesso potere di Liga e Premier. Difficile biasimarlo, d'altronde.

Di inserimenti a sorpresa - considerata la ristrettissima rosa di club che potrebbero permettersi Edi - per ora non se ne parla. La palla, dunque, passa a Cavani e De Laurentiis. Il primo non ha mai parlato apertamente di addio, ma potrebbe essere costretto a farlo per forzare la sua partenza; il secondo potrebbe sbloccare la cessione soltanto concedendo quello sconto categoricamente escluso in passato.

"Ho inserito la clausola perchè non vogliamo vendere Cavani", ha spesso precisato De Laurentiis. Per come si stanno mettendo le cose, la sua strategia pare funzionare. Abbassare le pretese per lasciar partire il Matador, sarebbe un dietrofront troppo difficile da spiegare. La partita a scacchi è solo cominciata.

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