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ESCLUSIVA - Sarebbe stato l'attuale tecnico del Napoli a tessere la tela forte delle radici e delle conoscenze messe in piedi negli anni all'ombra della Lanterna.

Un particolare che viene descritto come non di poco conto, anzi decisivo, per decifrare cosa stia davvero accadendo in seno all'Inter per quanto riguarda la riprogrammazione per il 2013/14 sarebbe l'acquisto-lampo di Mauro Icardi effettuato dai nerazzurri praticamente nell'ultimo giorno di mercato della sessione invernale.

Formalmente, non ci fu nulla ma di fatto i nerazzurri hanno garantito tutto il possibile alla Sampdoria pur di assicurarsi il centravanti argentino con 6 mesi di anticipo evitando contemporaneamente l'assalto un po' a sorpresa provato in quelle ore dalla Juventus.

I bianconeri erano arrivati fino a 12 milioni cash, i nerazzurri ne hanno destinati 15 ma comunque anche a parità di offerta Garrone jr avrebbe accettato le avance di Moratti e non quelle di Marotta.

Ma è chiaro che quando si parla di riprogrammazione si guarda alla panchina, da tempo quasi sfilata da sotto le natiche di Stramaccioni anche a fronte della (sacrosanta) riconferma verbale giunta a più riprese per bocca della proprietà.

Ecco allora che l'affaire-Icardi viene riletto oggi come un'anticipazione di quel che sarà: sono infatti fonti genovesi a confermare lo stretto legame tra il passaggio dell'attaccante ai colori nerazzurri e l'eventualità che Walter Mazzarri sia il prossimo tecnico dell'Inter.

Sarebbe infatti stato l'attuale tecnico del Napoli a tessere la tela forte delle radici e delle conoscenze messe in piedi negli anni all'ombra della Lanterna, sarebbe stato lui a chiedere specificatamente Icardi, sarebbe proprio lui a vedere nel puntero nativo di Rosario le doti che vide in Cavani dopo due anni di Palermo.

Si tratta di fatti ed eventualità tutte da mettere sotto la lente di una seconda verifica, ma certo è che se lo spiffero è quello giusto, allora riprenderebbero quota le indiscrezioni di un incontro Inter-Mazzarri avvenuto in Versilia e parallelamente il secondo no del tecnico livornese alla Roma nello stretto giro di due mesi con i giallorossi a questo punto costretti a sperare in Berlusconi e nella sua personale battaglia con Allegri, ovvero il prescelto per la Lupa del  futuro.

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