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ESCLUSIVA - Un biennale da 14 milioni complessivi, unito alla volontà del giocatore di tornare in Italia, potrebbero bastare alla Juventus per chiudere l'affare-Ibra.

Le dichiarazioni rilasciate da Zlatan Ibrahimovic al termine dell’incontro vinto per 3-0 dal Paris Saint-Germain sul Nizza, indubbiamente, testimoniano come il centravanti svedese sia sempre più orientato a salutare prematuramente la Francia: “E’ un onore piacere alla Juventus - ha affermato il centravanti scandinavo - è una grande squadra che sta costruendo un grande progetto”. Parole che senza dubbio inorgogliscono il club piemontese e che, al tempo stesso, incominciano ad accendere l’infuocato mercato estivo.
 
Ormai la strategia di Mino Raiola è ben conosciuta. Quando l’agente italiano naturalizzato olandese incomincia a parlare del tutto e del niente, vedi le frasi “io sul treno sono già salito, chi vuole prendere posto con noi è il benvenuto”, oppure “ è evidente che alla Vecchia Signora serva un top player”, significa che qualche argomento è stato già intavolato.

L’ex punta di Milan e Barcellona, secondo quanto appreso da chi aleggia intorno al suo mondo, avrebbe già maturato l’idea di archiviare la sua avventura transalpina e, nonostante sia ormai prossimo a conquistare sia la Ligue 1 e sia il primato nella classifica dei marcatori, il percorso sembrerebbero portare a uno dei più classici addii.

L’Italia, si sa, è il Paese che ha conquistato il cuore di Zlatan, in quanto adora Milano e apprezza Torino, città che lo ha reso celebre nel calcio che conta. Il ciclone calciopoli, tuttavia, nel 2006 ha portato via dal capoluogo piemontese quel talento acquistato da Luciano Moggi per poco più di 16 milioni. Una partenza mai digerita dal popolo bianconero, il quale si è sentito letteralmente tradito nel vedere un proprio campione passare nelle fila interiste.

Questo discorso, però, è dei più complessi da affrontare. Un diamante in pieno luccichio in quel periodo storico voleva vincere altri scudetti e giocare in Europa, mentre in riva al Po venivano proposte trasferte sui campi della seria cadetta. Ognuno tragga le proprie conclusioni.

La storia, comunque, non deve precludere il futuro. Da quell’esperienza sono passati anni e altre esperienze; in corso Galileo Ferraris con pazienza e dedizione sono riusciti a riportare Madama ai massimi livelli e, ora come non mai, sembrano porti a spalancare le proprie porte a quel colpaccio ripetutamente sfiorato nelle passate compravendite.

La volontà dell’attuale numero 10 dei parigini sarà determinante e, se il d.g. zebrato Beppe Marotta chiude immediatamente le porte a ingaggi faraonici, la realtà potrebbe recitare un copione assai differente. Se è vero, come è vero, che sotto la Mole certi emolumenti non possono permetterseli, altre soluzioni potrebbero essere attuate per colmare, appunto, la differenza economica.
 
L’attuale detentrice del titolo italiano vanta due carte particolarmente apprezzate da Ibrahimovic e Raiola: il progetto e l’allenatore. Con l’avvento sulla panchina torinese di Antonio Conte, infatti, la truppa sabauda è ritornata ad assaporare il gusto del successo e, in virtù dell’aver assemblato un organico giovane e motivato, questo cammino vincente potrebbe prolungarsi.

Se realmente lo svedese vorrà tornare a vestire la maglia juventina, magari prendendosi anche quella pesante lasciata vacante da Alessandro Del Piero, sicuramente dovrà prendere in esame la prospettiva di siglare un accordo del tutto differente da quello stipulato con la banda guidata da Carlo Ancelotti. Un biennale da 14 milioni netti complessivi, a tal proposito, potrebbe essere l’offerta giusta per mettere a segno il grande botto.

Così come al tempo stesso una proposta da 15  milioni potrebbe stappare il “sì” dalle bocche degli ormai prossimi campioni di Francia. Il dialogo è in atto, gli attori hanno iniziato a recitare il proprio copione, ora bisognerà capire se questo film riuscirà realmente a sbancare i botteghini.

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