thumbnail Ciao,

ANALISI - La coppia Marotta-Paratici ha avuto tante grandi intuizioni ma ha anche commesso diversi errori, spendendo con troppa approssimazione milioni preziosi

L’eliminazione dalla Champions League non brucia più del dovuto in casa Juventus. Buffon e soci, come esternato proprio dagli stessi diretti interessati, salutano l’Europa consci di aver profuso il massimo sforzo. L’unico rimpianto è la gara dell’Allianz Arena, disputata sicuramente non al meglio delle possibilità torinesi, ma complessivamente la supremazia tedesca si è rivelata abissale e, quando l’avversario dimostra di essere più forte, puoi solamente applaudirlo.
 
La riflessione, però, scatta automatica dopo un’esclusione di questo tipo. Intendiamoci, la Vecchia Signora ha fatto il suo, si è misurata con un avversario di grandissima caratura e, in maniera del tutto schietta, ha capito come per competere fuori dai confini italiani occorra investire. Non per forza grandi cifre.

TRIENNIO MAROTTA-JUVE
120 MILIONI DI RIMPIANTI
STAGIONE GIOCATORE COSTO
10/11 Martinez 12
10/11 Krasic 15
10/11 Quagliarella 14,5
10/11 Matri 15,5
11/12 Giaccherini 6
11/12 Elia 9
11/12 Padoin 5
12/13 Isla 18
12/13 Asamoah 19
12/13 Peluso 6
Il Bayern Monaco, infatti, con 13 milioni è riuscito ad assicurarsi un bomber di primissimo piano come Mario Mandzukic. Mentre Marotta e Paratici con un milione in meno hanno toppato l’ingaggio di un Jorge Martinez ormai finito nel totale dimenticatoio. Attenzione, ciò non significa in Piemonte  non siano all’altezza della situazione, anzi, sostenere una tesi simile stonerebbe con la realtà dei fatti, in quanto i vari Pirlo, Barzagli, Vidal e Pogba non sono stati trasportati a Torino dalla Fata Turchina, bensì gli artefici di queste operazioni hanno un nome, appunto, Giuseppe e Fabio.
 
Sicuramente, e questo con altrettanta franchezza lo si deve dire, è giunto il momento di andare oltre. Il tempo degli acquisti “tanto per” deve finire e, probabilmente, finirà. I Bendtner e gli Anelka non possono portare nessun beneficio, al contrario, alla lunga possono rivelarsi solamente degli inutili enigmi.

I veri problemi, invece, sono quelli riversati verso il bilancio. Per maggiori informazioni rivolgersi ai soldi spesi per Krasic (15), Elia (9), Matri (15.5 più la metà di Ariaudo), Quagliarella (14,5), per poi passare al capitolo gregari, ovvero Padoin (5), Giaccherini (6) e Peluso che complessivamente porterà via dalle casse juventine altri 6 milioni. Nessuno discute il valore assoluto di questi calciatori, i quali con i rispettivi apporti hanno profuso un grande contributo alla causa, ma certamente alcuni “affari” non si sono rivelati tali, anzi, si sono rivelati tali solo per i venditori.
 
Ora, in virtù dell’imminente sessione estiva, il mercato alla Juventus offre una doppia strategia: continuare con questo modus operandi, oppure cambiare rotta e investire le proprie risorse su pochi elementi ma di spessore notevole.

Acquistare Isla e Asamoah, rispettivamente stimando i loro cartellini ben 18 e quasi 19 milioni, testimonia come poi non sia così vero che il calcio italiano stia affrontando una storica crisi economica. La verità è che le potenzialità per poter far bene esistono, eccome se esistono. Ma occorre centellinare gli sforzi verso pochi obiettivi ma di assoluta qualità. Solamente seguendo questa strategia  si potrà evitare l’ennesima e stucchevole ricerca delle 18:59 al 31 agosto.

Marotta e Paratici hanno ampiamente dimostrato di essere dirigenti da top club, in tra anni di operato sono riusciti a portare sotto la Mole due “tituli”, e si avviano a conquistarne un altro. Tutto ciò, d’altro canto, deve confluire in uno step successivo. Altrimenti impensierire le potenze europee rappresenterà poco meno di un concetto utopistico.

Sullo stesso argomento