Bruciata anche la Juventus: l'Inter ha definito l'ingaggio di Rubèn Botta. Alla Pinetina sbarcherà pure il fratello Joan

ESCLUSIVA - I nerazzurri hanno definito l'ingaggio di Rubèn Botta, talentuoso talento proveniente dal Tigre. All'Inter arriverà anche il fratello, Joan.
Una storia di blitz, missioni, viaggi e firme. Cosa non si fa per un talento su cui scommettere. Se poi è a zero euro, tanto meglio. Decisamente meglio. Perché dal contratto con il Tigre in scadenza a giugno di Rubén Botta, jolly offensivo argentino classe '90, l'Inter si è fatta ingolosire già diversi mesi fa.

Un retroscena della scorsa estate, diventata realtà in queste settimane con la firma sui pre contratti da parte di quella che sarà la nuova freccia nell'arco dell'Inter versione 2013/2014. Proprio tra luglio e agosto erano partiti i primi contatti, firmati Valentino Angeloni: il capo osservatori nerazzurro è sempre attento in Sudamerica, Botta lo ha colpito da subito. Proposto e analizzato, poi tutto rinviato. Perché? Questione di concorrenza e costi. Lo volevano in tante, sembrava potessero esistere ancora margini per il rinnovo. E poi la svolta.

Da inizio marzo, l'Inter ha saputo che Botta non avrebbe più rinnovato con il Tigre. Ma sul giocatore vigilavano anche Juventus e Roma, oltre al Boca Juniors che sperava di poterlo riportare a casa dopo averlo cresciuto nella propria juvenil. Rubén però aveva in testa solo l'Europa, a 23 anni adesso o forse mai più. E per bruciare la concorrenza, Marco Branca si è affidato a un procuratore da sempre vicino all'Inter. Con Fernando Hidalgo, agente tra gli altri di Diego Milito, è stata avviata l'operazione fino a prenotare Botta. Proprio lui il deus ex machina per arrivare alle strette di mano.

Un blitz in Argentina e l'opera di convincimento fino a scegliere l'Inter; poi, il papà del giocatore portato a Milano a inizio marzo. Una visita alla Pinetina, incontro in sede con i dirigenti nel cuore di Milano in un pomeriggio di neve, resoconto al figlio più che positivo. Anche da parte degli uomini nerazzurri, tempestivi a bloccarlo bruciando Paratici e Sabatini.

Botta infatti è un jolly prezioso per l'attacco: gioca da seconda punta alle spalle di un centravanti, agisce bene anche largo a destra pur essendo mancino di piede. Un'ala offensiva che sa fare la seconda punta, il modulo ideale è un 4-2-3-1 dove si piazza a destra. Un talento che all'Inter è piaciuto al punto da arrivare alle prime firme sui pre contratti a marzo con il padre del ragazzo per bloccarlo e impedire scippi dell'ultim'ora. Già, ma i dettagli? Le voci circolate erano sui 4 anni di contratto. In realtà, quel Rubén Botta che in Argentina giurano ricordi Lionel Messi per movimenti (paragone quantomeno azzardato...) ha firmato con l'Inter un contratto di 5 anni per poco più di 1 milione di euro più premi e bonus legati ai gettoni di presenza singoli e ai risultati di squadra.

Un accordo importante, sul quale anche Rubén Botta ha messo le firme in prima persona. Ha già annunciato tutto ai compagni del Tigre, pronto a fare le valigie per l'Italia dove però non è ancora stato.

Adesso è impegnato in Copa Libertadores con il suo Tigre, è atteso a Milano tra maggio e giugno per definire tutto anche sul discorso passaporto comunitario (attende quello italiano nel giro di qualche settimana) e completare anche le visite mediche.

Ma non è tutto. Perché nell'operazione non c'è solo Rubén, ma anche il fratello Joan Botta. Stesso sangue, anche il Botta junior è una mezzapunta, classe 1997. Giovanissimo eppure di qualità, giurano in Argentina. Un affare allargato e ormai chiuso, il viaggio di Rubén a Milano con i test medici completerà un'operazione fatta e confezionata per zero euro. A queste cifre conviene scommettere, mal che vada sarà una plusvalenza. Poteva essere Juve o Roma, sarà Inter. Sempre più al sapore d'Argentina.