thumbnail Ciao,

ESCLUSIVA - La società torinese ha deciso di esercitare il diritto di riscatto per l'acquisizione dell'altra metà del cartellino del ghanese ma ha ancora dubbi sul cileno...

Sempre e sistematicamente progetti futuri. Quando la Juventus si muove sul mercato lo fa unicamente per cercare di costruire una progettualità dalla durata garantita, alimentata dal raggiungimento di obiettivi ambiziosi dentro e fuori dal campo. Come in tutte le situazioni, però, alle volte si possono commettere degli errori, incidenti di percorso che in una fase di crescita globale rappresentano la normalità anche per i più brillanti manager operativi.
 
Mauricio Isla, tuttavia, non può essere considerato né un errore e né tanto meno un incidente di percorso. Rappresenta semplicemente un investimento, sicuramente oneroso, ma effettuato con decisione e determinazione da chi nell’ultimo triennio è riuscito a costruire un organico vincente.

Il cileno con la Vecchia Signora deve ancora oliare i meccanismi, ma dalla sua ha sia le qualità tecniche e sia l’età (stiamo sempre discutendo di un ragazzo di 24 anni). In corso Galileo Ferraris dormono sonni tranquilli, soprattutto in relazione al valore del giocatore, ma come in tutte le vicende c’è un però e, in questo caso, interessa ovviamente il lato economico.
 
Lo scorso 2 luglio, per un valore complessivo di 9,4 milioni di euro, Beppe Marotta e Fabio Paratici hanno effettuato questo innesto con la formula della compartecipazione, prelevandolo dall'Udinese. Il riscatto, seppure le norme di rito non contemplino la formula, è difatti da considerarsi “obbligatorio”. Ciò significa che a fine stagione i vertici dirigenziali juventini dovranno acquisire il rimanente 50 per cento del cartellino, proprio come secondo il volere del gentlemen’s agreement stipulato in occasione della doppia operazione che ha portato, oltre al sudamericano, anche Kwadwo Asamoah alla corte di Antonio Conte.
 
Questa situazione, sempre nel passato recente, nel capoluogo piemontese l’hanno già vissuta.
Basti pensare a Marco Motta, interprete di lusso nel fallimento delneriano, riscattato da Madama nonostante avesse disputato un’annata certamente non entusiasmante. Una mossa lodevole, apprezzata particolarmente in quel di Udine, e che ha consolidato il rapporto tra le due macchine dirigenziali bianconere. Tanto da facilitare il doppio sbarco piemontese dell’ex duo allenato da Francesco Guidolin.
 
A breve, però, i campioni d’Italia dovranno fare chiarezza su questa vicenda. Se per il ghanese il riscatto è ormai cosa certa, per il laterale classe 1988 la situazione è in fase di sviluppo. La volontà torinese consisterebbe nel voler rinnovare per un’altra stagione la comproprietà, in modo tale da poter valutare con più calma un acquisto oneroso sui cui tuttora la politica marottiana punta fortemente.
 
Come sempre bisognerà fare i conti con i brillanti dirigenti friulani. La famiglia Pozzo vorrebbe ricavare subito e immediatamente quanto pattuito al momento della doppia cessione, ma la sensazione è che globalmente ci sia margine di dialogo. In Piemonte tenteranno, attraverso il riscatto del calciatore africano, di addolcire la posizione di Larini e soci, consci del fatto che la missione non si preannuncia semplice.

Sullo stesso argomento