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ESCLUSIVA - Nessuna pista concreta, ma una nuova possibilità in casa Juve: cedere il cileno in cambio del tesoretto per un bomber. Con un Pogba così in squadra...

Molte volte i grandi obiettivi di calciomercato richiedono sacrifici di caratura ancor più ampia. In quest'ottica, soprattutto considerando il delicato momento economico italiano, è difficile pensare che la Juventus possa mettere le mani su un Zlatan Ibrahimovic senza sacrificare una propria pedina di assoluto spessore.

Così come il Milan che, per assicurarsi Supermario Balotelli, ha dovuto lasciar andare Alexandre Pato e, a giugno, saluterà, tra gli altri, anche Robinho per abbassare ulteriormente il monte-ingaggi in favore della nuova berlusconiana politica verde. E che nella precedente estate aveva fatto cassa proprio con Ibra e Thiago Silva.

Per non parlare dell'Inter, altra regina del calcio tricolore, raduce dalle cessioni dei vari Julio Cesar, Maicon, Sneijder, rei di percepire salari estremamente onerosi e, quindi, da salutare in virtù di nuovi orizzonti monetari da percorrere.

La Vecchia Signora ha il quadro ben delineato, opera con i piedi ben saldi per terra e non crea false illusioni. La scottatura di nome Nicklas Bendtner brucia ancora e, a maggior ragione, brucia il fallimento delle operazioni non portate a termine, sempre per quanto concerne il tema punta, la scorsa estate.

E se un Manchester City o un Bayern Monaco dovessero presentarsi in corso Galileo Ferraris con una maxi-offerta per Arturo Vidal? Quale posizione si adotterebbe? Al momento questa è una pura ipotesi, in quanto nessun top club ha manifestato un concreto interesse nei confronti del centrocampista cileno, ma nel calciomercato ogni scenario va considerato.

Nel 2001, in piena gestione Triade, da Torino in direzione Madrid partì un certo Zinedine Zidane, creando i presupposti di un affare, nel vero senso del termine, per le casse juventine. La Signora, grazie a quell'uscita, riuscì a raggiungere obiettivi ambiziosi del calibro di Buffon, Nedved e Thuram.

Ora, certamente una possibile cessione del volante sudamericano difficilmente riuscirebbe a far ricavare in Piemonte una cifra tale da poterla reinvestire su molteplici elementi di notevole importanza, ma senz'ombra di dubbio permetterebbe di concentrarsi sul centravanti con in mano argomenti saldi.

E poi in rampa di lancia c'è Paul Pogba, fresco di convocazione con la Nazionale maggiore francese, nuovo pupillo dello Juventus Stadium. Con il passare delle partite tenere in panchina il transalpino è diventato sempre più complesso e, considerando che si sta discutendo di un ragazzo di 19 anni, le scelte per l'avvenire sembrerebbero essere obbligate.

Quando si parla del club campione d'Italia, però, si discute di una società ambiziosa e che punta ad alimentare il proprio organico inserendo in rosa veri e propri campioni. Seguendo questo filone, quindi, l'ipotetico addio dell'ex Bayer Leverkusen rappresenterebbe un concetto puramente utopistico.

Ed ecco, allora, che abbassare il target in favore del mantenimento diventa lo scenario su cui lavorare. Niente Suarez, Ibrahimovic, Aguero e Van Persie; sì al prosieguo lavorativo con Vidal e agli obiettivi cosiddetti di "seconda fascia" (solamente sulla carta). Non sempre si può volere tutto e, dal canto suo, la Juventus ha il termometro della situazione sotto controllo.

D'altronde, inoltre, il grande investimento non è necessariamente sinonimo di successo garantito e, fortunatamente per i sostenitori di Madama, la dirigenza bianconera ha ampiamente dimostrato, grazie alla grande competenza, di saper costruire un organico all'altezza pur non avendo risorse economiche illimitate. Per maggiori informazioni rivolgersi al trio Barzagli, Pirlo e Pogba.

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