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Il portiere azzurro critico nei confronti del razzismo ma non solo. Tra presente e passato ripensa anche ai Mondiali del 2006: "Un sogno che si è realizzato".

E' un Gigi Buffon inedito quello che si racconta ai microfoni di 'Rai Sport' riservando qualche sorpresa ai tifosi bianconeri. E a tutti gli appassionati di calcio.

Prime battute contro il razzismo male subdolo che troppo spesso s'insinua nel mondo del calcio: "Il razzismo nel calcio è ancora una grave piaga: ha ragione Boateng. È una tematica delicata, comunque. È giusto stigmatizzare alcuni episodi; ma non bisogna, di contro, enfatizzare altri avvenimenti. A volte, infatti, sono offese molto gravi; ma altre volte sono solo sfottò".

Oltre la famiglia ci sono per Buffon altri ricordi. E allora con un pizzico d'amarcord ripensa ai Mondiali del 2006: "Una vittoria cambia la vita di un calciatore, ti fa capire che i sogni alcune volte si possono concretrizzare oltre a darti la convinzione di essere un giocatore importante".

Il portierone azzurro ha ammesso di aver pensato anche di lasciare la Juventus: "In tredici anni possono succedere tante cose, e a volte certi equilibri nei rapporti possono venire meno. Non posso negare di averci pensato, è normale, ma sono legato alla Juve".

Buffon ha ammesso in cosa vorrebbe migliorare: "Mi piacerebbe imparare seriamente l'inglese, è una cosa che vorrei fare da tempo. Del Piero? Lo sento ancora, gli ho augurato di raggiungere i play off con la sua squadra".

Infine dedica un pensiero al nuovo Pontefice, Papa Francesco: "Il nuovo Papa ha una bellissima faccia, la faccia del Papa che ho sempre sognato. E sicuramente avrà anche una bellissima anima".

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