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L'esterno romano ha dichiarato: "Grazie al lavoro e a Ventura sono arrivato in Nazionale. So di dover continuare a migliorare. Il mio futuro? Corrisponde al presente: il Torino"

"Sono ancora giovane, ma a volte mi viene da pensare agli anni che ho buttato via". Alessio Cerci, ala del Torino, fresca di esordio con la Nazionale azzurra, ha rivelato, in esclusiva a 'La Stampa', quali sono i segreti che lo stanno rendendo protagonista di una stagione da incorniciare: "Sei mesi fa non ero nessuno, ora gioco contro il Brasile. Non c'è nessun segreto: è merito del lavoro e di chi ha voluto puntare su di me: Ventura".

Il 'Thierry Henry di Valmontone' ha parlato dell'emozione all'esordio in Nazionale: "Pensavo di aver lasciato le ansie e le emozioni nello spogliatoio, invece non è stato così. Mi ci son voluti dieci minuti per entrare in partita, ma è normale, perché giocare in Nazionale è il sogno di tutti sin da quando si è bambini. Detto questo, è solo l'inizio: so di poter e dover migliorare".

C'è chi, in Cerci, vede il nuovo Conti. L'esterno granata, però, non vuol sentir nessun tipo di paragone: "Io il nuovo Conti? Lui è una persona speciale. Lo conosco e so che per arrivare al suo livello devo migliorare tanto, ma davvero tanto. Però, se ti paragonano a grandi campioni, significa che stai facendo bene. E questa è già una buona cosa".

Il cartellino di Cerci è a metà tra Torino e Fiorentina, che l'anno prossimo potrebbe giocare una competizione europea, ma l'ala non ha dubbi: "Il mio futuro corrisponde al presente, ossia il Toro. Ovviamente, da adesso in poi penserò all'Italia e al Mondiale del 2014, ma per conquistarmeli dovrò dare il massimo con la maglia granata".

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