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Il club giallorosso ha rispedito al mittente le offerte pervenute da Barcellona e Manchester United. E sul nuovo stadio Alemanno annuncia: "Il progetto è in arrivo".

Nonostante l'apparente caos societario, e in attesa che si concretizzi l'ingresso in società dello sceicco Al Qaddumi con l'arrivo di nuovi capitali, la Roma difende il proprio patrimonio tecnico dall'assalto dei club esteri.

Come riferisce oggi 'Il Corriere dello Sport', infatti, il club capitolino avrebbe rispedito al mittente le proposte di Barcellona e Manchester United per Marquinhos e Lamela, considerati parte integrante del progetto dalla proprietà americana e dalla dirigenza.

Per il difensore centale brasiliano, costato alla società giallorossa appena 4 milioni e mezzo, il club blaugrana si è spinto ad offrire 25 milioni di euro, ovvero sei volte tanto è stato pagato al Corinthians. Ma la risposta è stata un no secco.

Discorso simile per l'argentino Erik Lamela, corteggiato dai Red Devils di Sir Alex Ferguson. L'offerta recapitata in questo caso nella sede giallorossa è stata di 35 milioni, ma la risposta, ancora una volta, è stata negativa. Insomma: in totale fra Marquhinos e Lamela sono stati rifiutati 60 milioni di euro, come a dire che i due giovani calciatori non si muoveranno da Roma.

Intanto si continuano a fare passi in avanti per quello che sarà il nuovo stadio, come confermato dal sindaco di Roma Gianni Alemanno. "Voglio tranquillizzare tutti i tifosi - ha affermato ai microfoni del 'Corriere dello Sport' - perché la situazione sta andando avanti. Dopo la firma del protocollo stanno ora lavorando i progettisti. Credo che nel giro di un paio di mesi si potrà vedere anche un primo progetto dello stadio proprio per dimostrare che si sta andando avanti e che non era un fuoco d’artificio. E’ realmente l’inizio di un percorso molto importante che permetterà alla Roma e alla città di avere uno stadio in più".

Il primo cittadino della capitale ha anche detto la sua sul possibile arrivo in società dello sceicco giordano. "Roma e la Roma - ha dichiarato - sono due marchi globali. Da questo punto di vista non mi stupisco che ci siano nuovi soggetti interessati".

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