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Riferendosi alle difficoltà nei rinnovi dei due giocatori, il presidente dice: "Se un calciatore si trasferisce a parametro zero i vantaggi per il suo procuratore sono enormi".

Felice sul campo, anche se in calo da un paio di settimane, più preoccupata fuori. La Lazio deve fare i conti con la questione rinnovi, per nulla facile da risolvere. C'è Diakité, che non prolungherà il proprio vincolo col club biancoceleste. E c'è pure Pedro Cavanda, in scadenza nel 2014 ma ancora senza accordo.

A fare il punto della situazione, ecco Claudio Lotito. Schietto, come al solito. "Quando dei procuratori assumono determinati comportamenti possono succedere cose come queste - dice il presidente laziale a 'Sky Sport 24' - Savini è l'agente di Cavanda, ma anche di Diakité e Icardi, e sono tre situazioni che denotano una volontà chiara".

Il senso dell'accusa, invero chiaro, è presto spiegato: "Un giocatore che rimane in una società porta poco guadagno al suo agente, mentre se passa a un'altra squadra gli porta dei vantaggi. Che sono indiscussi, poi, quando il trasferimento avviene a parametro zero".

In particolare, a Lotito brucia il comportamento di Diakité. "Prendeva 250000 euro, gliene abbiamo offerti 850000. Da un anno e mezzo tentiamo di rinnovare con lui, ma l'agente ha già scelto il suo futuro. Diakité ha un comportamento da mercenario che va contro i valori dello sport. Non so se andrà al Napoli. Con De Laurentiis ho un bel rapporto, e poi anche lui perderà Campagnaro a parametro zero".

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