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A Uefa, Fifa e federazioni, oltre alla 'luxury tax' saranno chiesti controlli più rigorosi, un numero massimo di giocatori per squadra e nuove regole per i prestiti.

Pur di tutelare il fair play finanziario, le si prova tutte. L'Unione Europea ha in cantiere una serie di novità tese a privilegiare il rispetto delle norme ed evitare che i parametri economiche vengano alterati. Tra queste, l'inserimento di una tassa sui trasferimenti più costosi.

Stando a quanto riporta la 'Gazzetta dello Sport', a Uefa, Fifa e alle federazioni sarà avanzata una proposta riguardante la 'luxury tax': trattasi di una cifra da pagare dalle società coinvolte in affari in cui è previsto un notevole esborso economico. Il tutto, per arginare numeri 'boom' che nel 2011 hanno visto aumentate di 3 miliardi di euro le spese per i trasferimenti.

La possibile innovazione non dispiacerebbe a Michel Platini: il presidente dell'Uefa si disse già propenso quando si studiarono le contromisure da adottare per far rispettare il fair play finanziario. Il modello si ispirerebbe un po' a quello già esistente negli Stati Uniti: se esiste un tetto di 50 milioni e una società ne spende 80, sarà costretta a versarne altri 30 che poi verrà distribuita al sistema.

Oltre alla 'tassa', l'UE ha in mente ulteriori novità da sottoporre al vaglio degli organismi che regolano il sistema calcistico nazionale e internazionale: controlli maggiori sulle transazioni finanziarie; certezza che le indennità di formazione siano pagate alle società; un numero massimo di giocatori per squadra; nuove regole per i prestiti; norme che gestiscano il fenomeno dei calciatori proprietà di fondi o altri club.

Ma per capire se il progetto andrà in porto, bisognerà aspettare almeno il 2014, mentre per la 'luxury tax' i tempi potrebbero addirittura essere più lunghi.




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