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ESCLUSIVA - Per la prossima stagione, tra tutti i candidati per la panchina l'argentino parte in netto vantaggio. Atletico in allerta, previsto incontro chiave per il rinnovo.

Andrea Stramaccioni, fin dal primo giorno sulla panchina della prima squadra dell'Inter, vive sulla parola di Massimo Moratti. Il quale, ovviamente, ha diritto implicito di poterne fare ciò che vuole un po' come gli imperatori romani al cospetto dei gladiatori nell'arena. Nulla di scandaloso, ben inteso: tutti lo sanno, in pochi lo dicono.

Ribadito questo concetto, al momento Stramaccioni non è in discussione sia perché il club non sente l'urgenza di un immediato scossone (si sente di fatto garantito all'interno dello spogliatoio dall'anima argentina della squadra) sia perché ogni eventuale ragionamento, salvo collassi, verrà protratto più avanti possibile.

Chiaro però che l'Inter non stia ferma. Fa sondaggi, ipotesi, valutazioni. In nessun caso vuol farsi trovare impreparata. E, nel toto-successore, in zona Inter entrano ed escono virtualmente nomi, candidature, volti più o meno fascinosi. Spesso sono soltanto dicerìe, se non fosse che una delle di queste in genere si tramuta in realtà.

Ultima della serie, quella relativa a Diego Simeone, vecchia bandiera nerazzurra e attuale tecnico dell'Atletico Madrid che tanto bene sta facendo nella Liga (e già svezzato nel campionato italiano dai sei buoni mesi di Catania).

C'è una mezza verità, dietro a questa ipotesi, che per il prossimo futuro aveva addirittura negli scorsi giorni soppiantato le solide piste che porterebbero a Laurent Blanc e Walter Mazzarri (il primo sempre molto interessato, il secondo in calo di consenso reciproco dopo le promesse mantenute da De Laurentiis nel mercato di gennaio).

Una pista reale, quella di Simeone. Va ribadito anche di fronte all'improvvisa urgenza messa in agenda dall'Atletico che ha chiesto formalmente al tecnico argentino un appuntamento entro la fine di febbraio per discutere del rinnovo. Evidentemente le sirene hanno iniziato a lampeggiare anche a Madrid: il club iberico proporrà infatti il rinnovo anticipato con aumento del 50% dell'attuale ingaggio.

C'è fiducia e ottimismo, ma dell'Inter, soprattutto all'estero, hanno paura tutti perché la società si porta ancora dietro la grande vetrina dell'exploit di Champions e la fama di macchina da soldi oggi seconda soltanto a russi ed emiri. In realtà, in Italia lo sappiamo bene, le cose non stanno così e i nerazzurri proseguiranno sulla linea del “ragionevole”.

Simeone farebbe parte di questo concetto, a differenza soltanto di un Mourinho-bis. D'altronde le rimanenti piste portano ai differenti curriculum di Bielsa e Montella che si sono invertiti anche nella comodità dell'approccio: oggi come oggi è più facile arrivare a Bilbao che a Firenze. Effetti collaterali della globalizzazione...

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