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Il club di via Turati, come già accaduto in estate, per qualche giorno è sembrato davvero a un passo dal riportare il brasiliano in Italia. Anche stavolta però missione fallita...

Il viaggio a Milano, la cena galeotta con Robinho e quell'ennesima dichiarazione d'amore che aveva fatto vibrare i cuori dei tifosi rossoneri: Ricardo Kakà mai come stavolta è sembrato davvero ad un passo dal tornare a vestire la maglia del Milan.

Il fantasista brasiliano, sempre più ai margini nel Real Madrid, si era detto disposto anche a ridursi l'ingaggio per poter favorire il suo ritorno 'a casa', ma dopo un tam-tam di incontri e telefonate sull'asse Milano-Madrid l'operazione è sfumata definitivamente.

Decisivo, come già era accaduto la scorsa estate, l'ostacolo della fiscalità: la differenza tra Italia e Spagna si è rivelata insormontabile, ogni tentativo di aggirare il problema (compresa la fantasiosa pista del prestito per 30 mesi) si è concluso con scarsi esiti.

Per il Milan, che ha sempre ammesso come la trattativa fosse in realtà quasi impossibile, si è trattato però di una parentesi che strategicamente ha avuto pro e contro: tifosi e opinionisti si sono spaccati tra favorevoli e contrari al Kakà-bis e al tempo stesso la società rossonera è riuscita a restare al centro dell'attenzione mediatica, spostando però per qualche giorno il mirino da quello che poi si è rivelato essere il vero obiettivo del mercato, Mario Balotelli.

Il famoso viaggio di Galliani a Madrid per chiudere l'affare non è mai arrivato, ma probabilmente non è mai stato realmente tra i programmi dell'amministratore delegato rossonero. Difficile parlare di 'flop' per il club di via Turati, viste le controindicazioni all'operazione-Kakà e il successivo arrivo di Balotelli, vero grande colpo di questa campagna trasferimenti.

Così l'unico grande sconfitto della vicenda è proprio Ricky, che per la seconda sessione di mercato di fila viene 'sedotto e abbandonato' dal suo ex amore, ritrovandosi costretto suo malgrado a restare a Madrid. Dorata che sia, per Kakà è sempre una prigionia...

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