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Lotito e Tare confidano di trovare in breve tempo un accordo col fondo inglese che detiene il 50% del cartellino di Anderson. Intanto Zarate pretende una clausola di 10 milioni.

Più delusioni che gioie per la Lazio nel finale di calciomercato. Felipe Anderson sarebbe stato un colpaccio. Sarebbe, appunto. Ma Lotito e Tare non disperano e sono convinti di poter posticipare a luglio l'arrivano del brasiliano in biancoceleste.

Sembrava tutto fatto sulla base di 7,5 milioni: il Santos li aveva già accettati, ma lo stesso club paulista non ha trovato in extremis un accordo col fondo inglese che detiene il 50% del cartellino del giocatore. Problemi di tempo, con conseguenti accuse dei tifosi a Lotito per una strategia last minute che non ha pagato. Problemi anche di intrecci non riusciti.

Infatti anche il trasferimento di Zarate alla Dinamo Kiev sembrava cosa fatta. Poi le pretese di Maurito - che vorrebbe una clausola rescissoria di 10 milioni di euro - hanno fatto calare l'offerta degli ucraini da 8-9 milioni a 4-5.  Il mercato in Ucraina sarà aperto fino a fine febbrario: la Dinamo a questo punto proverà a convincere Lotito ad abbassare le pretese, avendo già trovato un accordo con l'agente di Maurito per un contratto da 22-23 milioni in cinque anni.

La Lazio ha comunque tutto l'interesse di trovare al più presto una soluzione. Zarate, infatti, continua ad allenarsi da solo a Formello ed una sua permanenza forzata potrebbe spingerlo ad agire legalmente, muovendo accusse di mobbing nei confronti del club capitolino.

Felipe Anderson resta comunque bloccato, stavolta la Lazio non vuole farsi sfuggire il grande acquisto. Nei prossimi mesi Lotito avrà tutto il tempo aprire quel maledetto TMS (certificazione telematica dei trasferimenti internazionali) e ratificare l'operazione. L'agente del brasiliano l'ha detto: "Il giocatore aveva già detto sì alla Lazio e vuole venire a Roma: ci sono tutti i presupposti perché l'affare si faccia la prossima estate".

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