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Altro che mettere radici, lo svedese non si nega mai l'ipotesi di un possibile trasferimento: "Il Psg non è l'ultima fermata, anche al Barcellona firmai un contratto di 5 anni...".

Mai banale Zlatan Ibrahimovic nelle sue interviste, neanche quando la sua attuale situazione di serenità personale e calcistica farebbe presagire risposte più 'comode'.

Intercettato dall'inviato della 'Gazzetta dello Sport' ad un evento per uno sponsor, l'attaccante che sta trascinando il Paris Saint-Germain ad una straordinaria stagione parte dal commento sull'affare Balotelli-Milan per chiudere con una frecciata per un 'vecchio amico'...

"Non mi sento tradito - premette Ibra riavvolgendo il nastro, quando gli si chiede del fatto che adesso i soldi per SuperMario ci sono - Il Milan ha fatto certe scelte per migliorare certe situazioni, per questo io e Thiago Silva ce ne siamo andati. Non possiamo che essere contenti se il Milan adesso sta meglio e sono contento pure per Balotelli, che è un affare. Sono comunque onorato di aver giocato con la maglia del Milan. Galliani? Non ho il suo numero...".

Dalle parole dello svedese trapela poi tutta la nostalgia per il nostro Paese: "Si mangia meglio da voi e lo dico rischiando di farmi castigare dai francesi. Comunque qui a Parigi c'è la Tour Eiffel... Se torno a Milano? Per forza, ho ancora casa lì. Scherzi a parte, l'Italia è la mia seconda casa, ho trascorso anni importanti da voi, per me e per la mia famiglia. Seguo sempre la Serie A, il vostro calcio mi piace sempre".

Nessuno pensi comunque che a 31 anni e con un progetto come quello parigino ben lanciato, Ibra abbia deciso di mettere radici e rinunciare alla sua natura 'vagabonda': "Ora sono al Psg, ma non è l'ultima fermata. Ho ancora fame, mi restano due anni di contratto, ma al Barcellona firmai per cinque stagioni e me ne andai dopo una. Nel calcio non si sa mai...".

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