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Il tecnico rossonero si dice ottimista sulle prospettive del Diavolo, pur ribadendo le difficoltà di una stagione come l'attuale: "Il terzo posto è possibile".

Didier Drogba e il Milan, potente ritorno di fiamma. L'attaccante ivoriano attualmente impegnato in Coppa d'Africa avrebbe chiesto la rescissione allo Shanghai Shenhua, suscitando nuovi libidinosi appetiti della squadra rossonera, pronta ad alzare l'offerta di ingaggione per il giocatore. Sull'ex Chelsea peraltro ci sono anche numerose altre squadre europee, senza contare entro i nostri confini Juventus e Lazio ugualmente pronte ad approfittare dell'occasione.

E' questo il succoso rumor di mercato di giornata, ed ovviamente Massimiliano Allegri non si sottrae alla relativa domanda, mostrando di aver cambiato idea rispetto a qualche giorno fa, quando aveva bocciato l'arrivo di David Beckham, bollandolo come troppo vecchio per il nuovo progetto del Diavolo.

Anche Drogba infatti è un po' 'attempato' (compirà 35 anni a marzo), ma lui il buon Max se lo porterebbe volentieri a casa... "Drogba? Quando si parla di grandi campioni, non c'è da discutere, sono sempre bene accetti - spiega a 'Sky' - Se dovesse arrivare lui, certo che sono contento, come sono contento come se arriva qualsiasi campione che rinforza la squadra. Più crescono i singoli, più cresce il gruppo. Ma credo che questa sia una scelta della società, che sta lavorando bene, cambiando la linea di Berlusconi degli ultimi 26 anni, considerando il momento economico dell'Italia".

L'altro nome sempre caldissimo è ovviamente quello di Kakà, per il quale sarebbe in corso un braccio di ferro 'sotterraneo' col Real Madrid circa la cifra da corrispondere alle 'merengues' per liberare il grande ex, che da parte sua avrebbe già acconsentito ad una robusta riduzione di ingaggio. "Sono operazioni molto difficili e complicate - spiega Allegri - Credo che Galliani se avrà la possibilità di portare uno o due campioni lo farà, ma fino all'ultimo è difficile capire".

Quanto alle prospettive di questo Milan che qualcuno ha sbertucciato un po' troppo nel primo scorcio di stagione, il tecnico livornese si dice fiducioso e non trema neanche davanti allo spauracchio Barcellona che lo attende in Champions: "E' un momento che i ragazzi stanno facendo bene, peccato per l'handicap iniziale che ci ha tolto molti punti. Siamo in una buona posizione in classifica, stanno crescendo bene tutti i giovani che abbiamo, è questa la linea della società. L'obiettivo importante è il terzo posto, anche se non è facile, ci sono tante squadre e stanno facendo bene. Credo che noi dobbiamo concentrarci su noi stessi e migliorare perchè essendo una squadra nuova e tanti giovani, dovremmo avere margini di miglioramento. Siamo consapevoli del fatto che sarà difficile ma non impossibile...".

Si passa poi all'ostacolo sulla carta quasi insormontabile dei catalani in campo europeo. Appunto, "quasi", spiega Allegri... "Il Barcellona ha rispetto per noi e noi sappiamo che sono la squadra più forte del mondo. Credo sarà molto difficile, come l'anno scorso. La Champions però è una cosa a parte, sono due partite e magari la fortuna ti permette di andare avanti...".

Allegri ostenta poi la consueta sicurezza quando si parla della sua panchina perennemente scricchiolante: "Tutte le voci sono fantamercato. Sono stato e continuo ad essere su una panchina traballante... per quello che si dice. La mia panchina è molto ambita e soprattutto in questo periodo c'è il valzer degli allenatori. Io sono contento e sto facendo un lavoro completamente diverso rispetto ai primi due anni. Credo che sia stato un passaggio epocale per la storia del Milan. Io ho sempre detto che non sarebbe stato semplice, i tifosi ci sono stati sempre vicini. Ci voleva un periodo di tempo per metabolizzare questo passaggio, forse potevamo metterci qualche partita in meno a capirlo, ma abbiamo sperimentato e sembra che siamo arrivati ad avere una certa quadratura".

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