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Il tecnico granata è entusiasta della sua avventura granata, e confessa : "Risultati e nuovo amore sono per me un elisir di lunga vita". Cairo blinda Ogbonna e sogna Livaja.

Il Torino esce dalle secche del fondo classifica, il tecnico Ventura si gode l'ottimo avvio di 2013 della sua creatura e si confessa in una lunga intervista concessa a 'Tuttosport'.

I granata adesso, dopo un avvio di stagione a corrente alternata, sembrano infatti avere ingranato la marcia giusta, e il merito è anche di questo sessantacinquenne dal cuore di ragazzo: "Lo scorso anno mi sono separato da mia moglie. Ora sto con un'altra persona, più giovane di me, mi ha ridato la vita. Durante la giornata però lavoro tanto per il Torino. Esco dalla sede dopo le otto di sera. Sa che c'è? Che mi diverto. Se poi la palla frulla, mi eccito anche un po'. Ci sono cinquantenni che sembrano vecchissimi e sessantenni che sono giovanissimi. La carta d'identità non conta. Vince l'idea, l'adrenalina, l'umiltà di mettersi in discussione".

Quindi l'eccitato Ventura si sofferma sul rapporto con i cugini bianconeri: "Tra noi e la Juve ancora non c'è contrapposizione, è la squadra più forte. La Juve è il potere economico, noi la storia. Certo, a Torino ci sono più tifosi granata. Noi abbiamo cominciato un percorso di crescita che, quando sarà completato, ci porterà a contrapporci a loro. Chiaro, se mi si parla del derby dell'andata un po' mi girano perché dopo 35' hanno cacciato Glik".

Il tecnico esalta il lavoro dei suoi ragazzi, e ricorda: "Darmian, Basha, D'Ambrosio sono esordienti o quasi. Pensi che D'Ambrosio un anno fa lo fischiavano, non poteva stoppare un pallone e dicevano che non era da Toro. Darmian oggi è una realtà, uno da big. Ma quando domenica l'ho tenuto fuori, proprio per far giocare D'Ambrosio, ha accettato la scelta senza fiatare".

Ventura confessa poi il segreto di una difesa quasi imperforabile: "Il merito è degli attaccanti che si sacrificano tantissimo". E sul mercato dichiara: "Se qualcuno esce, qualcuno entra".

Infine il tecnico granata si proietta sulla sfida contro l'Inter e rivela: "Abbiamo la consapevolezza che se vogliamo possiamo ritagliarci degli spazi. Siamo ancora in due mondi diversi, ma con l'umiltà si può arrivare. Vorrei allenare ancora per dieci anni".

Intanto il presidente Cairo continua a lavorare sul mercato nel tentativo di portare a Torino qualche altro tassello che perfezioni la macchina granata. Nel mirino restano i nomi di Almiron e Livaja. L'attaccante dell'Inter però è sempre più richiesto, e la concorrenza di Atalanta e Catania non va sottovalutata, l'alternativa è rappresentata dal viola Seferovic. Per la mediana piace molto Mariga.

Ieri seram intervenendo ai microfono di 'Sky', Cairo ha blindato il gioiello Ogbonna, attualmente fermo ai box per infortunio: "Se a fine stagione vorrà restare sarò felice. Quando un anno fa abbiamo sottoscritto il rinnovo del contratto abbiamo stretto un patto d’onore: al termine di questa stagione, se me lo dovesse chiedere, lo venderei. E ci sono almeno 10 club che lo hanno chiesto, italiani e stranieri. Ma grazie ai risultati che sta facendo la squadra, sono convinto che potremmo anche convincerlo a restare. Di sicuro comunque non lo darei alla Juve".

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