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Il Faraone rossonero si sofferma sulle possibili prossime mosse di mercato del Milan e confessa: "Sono cresciuto grazie a mister, società e compagni. Sogno il ritorno di Kakà".

Il Milan ha ripresa un buon ritmo di marcia, El Shaarawy però sembra avere un attimo alzato il piede dall'acceleratore, e già qualcuno parla di calo di rendimento per il Faraone rossonero.

L'italo-egiziano non si scompone ma, in una lunga intervista concessa alla 'Gazzetta dello Sport', sottolinea: " Non è una vita che non segno. Sono due partite, quattro in campionato, ma in mezzo c'è stato il gol in coppa Italia alla Juve. Quindi sono due".

El Shaarawy si sofferma poi sul giovanissimo Niang, astro nascente del panorama rossonero: "E' bravissimo, si sta integrando in fretta e in allenamento fa vedere grandi cose. Mi ricorda un po' Balotelli, per la forza che ha. Niang ha solo diciotto anni, ma ha una forza fisica impressionante". E promuove l'eventuale arrivo di SuperMario: "E' la società che decide quali sono i calciatori che possono arrivare. Posso solo dire che Balotelli è un giocatore di altissimo livello, che in nazionale con lui mi sono trovato molto bene, e che non penso proprio che sia folle".

El Shaarawy si lascia poi andare ad una confessione su Kakà, altro obiettivo di mercato nel mirino del Milan:  "Era il mio idolo, lo è sempre stato. Da ragazzino sognavo semplicemente di incontrarlo. Mi interessava come giocatore ma anche come uomo, perché mi sembrava una persona buona, proprio come me. Mi identificavo in lui. Quando l'ho incontrato in amichevole gli ho chiesto la maglia, e quando se l'è sfilata e me l'ha data per me è stata un'emozione fortissima. Kakà era esattamente come me lo ero immaginato, una persona positiva oltre che un campione".

Il Faraone allontana il paragone con Schevchenko e spiega: "Forse somiglio all'ucraino per una questione di numero di goal, dato il bottino che sono riuscito a mettere insieme nella prima parte di stagione. Ma come caratteristiche tecniche mi rivedo di più in Kakà".

E analizza il suo straordinario girone d'andata: "Decisiva per la mia crescita è stata la fiducia dell'allenatore, quella dei compagni e della società. Importantissima è stata anche l'esperienza dell'anno scorso. Non tanto la partita, ma i ritmi dell'allenamento e la convivenza con tanti campioni, che mi hanno fatto maturare mentalmente.Fondamentale poi è la presenza costante dei miei genitori, di mio fratello, del mio procuratore. Mio padre ha cambiato lavoro per seguirmi. Sono sempre con me, e per un giovane è importantissimo".

Infine El Shaarawy ricorda i goal più belli di questo avvio di stagione in rossonero e fissa l'obiettivo di squadra: "Il goal all'Udinese, quello segnato a Bruxelles all'Anderlecht e quello segnato al Genoa. Speciale, perché era il giorno del mio ventesimo compleanno. E soprattutto il gol allo Zenit. Bello e importante, perché era un momento complicato per la squadra. Adesso credo che il periodo peggiore sia passato, ma il terzo posto è ancora lontano".

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