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Il brasiliano spunta a sorpresa a Milano e riapre ad un trasferimento ai rossoneri, ma per l'operazione servono solo fatti: troppi i 12 milioni d'ingaggio pagati dal Real.

'Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano'. Non è la prima volta che tiriamo fuori Venditti per parlare di Ricardo Kakà e Milan. Ma la colpa non è nostra, semmai di due che si sono amati e continuano a pensarsi, a stuzzicarsi, a cercarsi. Non c'è alcuna malizia nello scorgere nuovi scenari di mercato nel blitz meneghino dell'attuale numero 8 del Real Madrid.

E' inevitabile, specie dopo le dichiarazioni rilasciate dal brasiliano: "Al Real, per me, non è una situazione piacevole. Se sono disposto a rinunciare a qualcosa per tornare al Milan? Io ho già detto che sono disponibile a trovare una soluzione con il Real, che sia bella per me e per tutti. A Milano ho vissuto bei momenti e ho degli amici qui". Parole innocenti fino a un certo punto, se te le fai scappare nel pieno della sessione invernale.

Tra le premesse è doveroso ricordare l'incontro Bronzetti-Galliani nella sede rossonera appena poche ore prima della cena tra Robinho e Kakà. Ufficiosamente, con l'agente FIFA che lavora come consulente di mercato del Real Madrid, si è parlato di Ricardo Carvalho, altro elemento in esubero dal club spagnolo. Ma risulta difficile, a questo punto, pensare che il nome di Ricky non sia venuto fuori anche solo per un passaggio fugace.

Sempre nella giornata di mercoledì, Adriano Galliani ha smentito pubblicamente il ritorno del brasiliano: "Il problema di un suo ritorno è l'ingaggio. In Italia non è qualcosa di realizzabile, nessuno potrebbe permetterselo". Un ritornello simile a quello di fine agosto scorso, quando il Diavolo provò - ufficialmente - ad imbastire il rientro del figlio prodigo intristitosi al Bernabeu.

I NUMERI DI KAKA'
AL REAL NEL 12/13
15 Le presenze in gare ufficiali
3 Le uniche presenze da titolare
7 Le presenze in campionato
3 Le presenze in Champions
2 Le presenze in Copa del Rey
2 I goal realizzati in totale
Parole da prendere con le pinze, perchè antecedenti all'uscita del diretto interessato. E perchè, tutto sommato, più che di una smentita si tratta di una puntualizzazione: sarà impossibile rivedere Kakà al Milan con l'ingaggio che percepisce attualmente il giocatore brasiliano. Uno scenario che si ricongiunge alle parole dello stesso Kakà, "disponibile a trovare una soluzione" per tornare a Milano.

Insomma, il nodo della questione è semplice: Kakà deve ridursi lo stipendio se davvero freme di tornare a vestire la casacca rossonera. In questa fase la posizione del Real Madrid sulla vicenda non sembra essere più un problema: i Blancos sono pronti a lasciarlo andare anche in prestito, alla luce di una prima parte di stagione non proprio da protagonista (appena sette presenze nella Liga).

E' dal brasiliano che dovrà arrivare il sacrificio maggiore per sbloccare l'eventuale operazione. Quantificando, Kakà percepisce in Spagna - dove la fiscalità è più morbida con i club calcistici, come ci tiene sempre a ribadire Galliani - l'esorbitante cifra di 12 milioni all'anno. Uno al mese, praticamente.

Il taglio, per rendere fattibile il nuovo matrimonio con il Milan, dovrà essere netto. I rossoneri sono disposti ad arrivare al massimo ad un compenso annuo nell'ordine dei 4 milioni, praticamente un terzo rispetto all'attuale salario di Kakà in terra iberica. Lo stesso ingaggio dei milanisti più pagati, Mexes e Robinho.

Il progetto, di per sè, non è impossibile. L'operazione non rientra nel genere 'fantasy' più di altre già viste anche in tempi recenti. Servirà solo tanta disponibilità: quella del Real Madrid sembra esserci, servono ricscontri per quella sbandierata ai quattro venti da Ricardo Kakà. Se è davvero un cuore Milan, è l'ora di dimostrarlo...

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