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ESCLUSIVA - Nerazzurri sempre alla ricerca di un 'ragionatore' per il centrocampo, l'ex Udinese si porta via dal Siena a costi contenuti. Strama ha dato l'ok.

Gaetano D'Agostino ha preso tempo con il Pescara al punto da irritare pare irreversibilmente la dirigenza del club abruzzese. La notizia è rimbalzata con clamore negli ultimi due giorni e ha trovato conferme sulla sponda senese, dove il direttore Antonelli è dovuto correre ai ripari per evitare che la storia fosse mediaticamente addebitata alla società dei Mezzaroma.

In realtà, il Siena aveva fatto tutto ciò che serviva per agevolare la cessione del regista abbassando le pretese di ben 500.000 euro a fronte di un Pescara che da almeno 15 giorni insisteva per riuscire ad arrivare al centrocampista palermitano. Dietro il rifuto, ancora da formalizzare ma che già Delli Carri dà a questo punto per assodato, ci sarebbe l'intervento di una terza entità che non è la Fiorentina che pur cerca un profilo analogo, viste le peripezie fisiche che attanagliano Pizarro.

La colpa, per dirla tutta, sarebbe dell'Inter e di Stramaccioni, che reclama a prescindere dalle cessioni prossime ventura l'ingaggio di un metodista dal quale far passare le trame di possesso soprattutto nelle gare casalinghe. Un ragionatore che sia anche un buon lanciatore.

I primi della lista sono calciatori di campionati esteri dal costo quadruplo, ma il tecnico romano non vorrebbe aspettare eventuali sbalzi d'umore dei vari Moratti, Branca e Ausilio.

Ecco quindi che D'Agostino a una cifra non superiore ai 2,5 milioni avrebbe finalmente la grande chance in una big che gli fu negata soltanto all'ultimo momento alla Juventus quando sulla panchina bianconera approdò Ciro Ferrara. L'Inter ci sta pensando sul serio e D'Agostino lo ha saputo e quindi agito incrociando le braccia: in ogni caso anche i nerazzurri devono affondare entro 72 ore per evitare di "bruciare" il giocatore sul mercato dato che a Siena, per lui e per il suo ingaggio, non c'è più posto anche se Iachini la pensa diversamente.

Stramaccioni, per inciso, ha già avallato; Branca tentenna ancora e non ha ancora portato in sede vere alternative, se non Lodi a inizio gennaio incassando, come accaduto poi al Milan, il no tassativo dei catanesi Pulvirenti e Gasparin.

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