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Alla 149esima panchina con il Real, il tecnico portoghese taglia il traguardo delle 600 partite come allenatore, e per il futuro pensa alla Premier: "Un giorno tornerò".

Sarà una serata speciale quella di stasera per il tecnico del Real Madrid Josè Mourinho. Se sul campo i blancos saranno impegnati nella gara di andata dei Quarti di Coppa del Re contro il Valencia di Valverde, il portoghese taglierà il traguardo delle 600 panchine da professionista.

Nonostante il periodo difficile, con la squadra scivolata addirittura a -18 dal Barcellona capolista nella Liga, lo Special One avrà dunque a suo modo qualcosa da festeggiare. Il computo delle sue panchine parla di 11 gare alla guida del Benfica, 20 con l'União Leiria, 127 con il Porto, 185 con il Chelsea, 108 con l'Inter e 149, con la gara di stasera, con il Real Madrid.

Mourinho, originario di Setubal, compirà 50 anni il prossimo 26 gennaio, è oggi uno dei tecnici più vincenti al mondo. A livello di club gli manca soltanto il Campionato del Mondo. In carriera un unico esonero: quello della stagione 2007-08, quando venne licenziato dai Blues con la squadra al nono posto.

Al momento però, per lo Special One, le cose in Spagna non vanno molto bene, e sono in tanti quelli che chiedono a Florentino Perez un cambio nella guida tecnica del Real. Così lo stesso Mourinho si sta guardando intorno per decidere il da farsi nel caso di un rapporto che si intterrompa prima del tempo con i blancos.

Il tecnico portoghese pensa a un ritorno in Premier League, e lo ha ribadito in un video-messaggio registrato in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della Federcalcio inglese che in passato lo aveva contattato per guidare la nazionale dei Tre Leoni.

"I miei ricordi del calcio inglese non potrebbero essere migliori - ha affermato 'il Profeta di Setubal' - E' stata la mia prima esperienza lontano dal Portogallo, ero ancora un giovane allenatore quando mi ha chiamato il Chelsea. Ma non avrei potuto trovare un posto migliore perché in Inghilterra c'e' la vera passione per il calcio. Diversamente dagli altri paesi, dove esiste il tifo per il proprio club, in Inghilterra c'e' una passione speciale per il calcio che si sente ovunque".

"Ho amato questo calcio fin dal primo giorno. - ha proseguito ancora il portoghese nel suo messaggio - Non rimpiango di essermene andato perché ho vinto sia in Italia che in Spagna. Ma lo so che un giorno tornerò perché per me il calcio inglese rappresenta molto".

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