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Il presidente del Parma ha confermato la volontà di non voler cedere nessuno per non indebolire la rosa, nonostante le numerose richieste arrivate per alcuni giocatori.

Il Parma sta sorprendendo tutti in campionato e inevitabilmente arrivano richieste per alcuni giocatori gialloblù. Ma il presidente Tommaso Ghirardi ha negato di voler smantellare la squadra nel mercato di gennaio, chiudendo le porte alle pretendenti.

Intervistato dal 'Corriere dello Sport', il patron gialloblù ha rivelato i retroscena e spiegato la situazione: "Belfodil ce lo hanno chiesto due o tre grandi squadre. E non soltanto lui. Abbiamo richieste importanti per quattro o cinque giocatori. Ma non stiamo trattando. Certo, se arriva un’offerta irrinunciabile uno può anche partire. A gennaio potrebbe partire qualcuno soltanto se questo volesse dire non lasciare partire nessuno in estate. Io non ho intenzione di indebolire il Parma. Sul mercato in entrata non mi sembra ci sia bisogno di niente. Boly? E' un bel difensore giovane, a noi interessa, lo stiamo trattando".

Il progetto del Parma è ben chiaro in testa del presidente: "Mettiamola così: ogni anno posso arrivare a sacrificare un giocatore, ma non ho l’obbligo nè la voglia di cederli. Certo, non dimentichiamo che conta anche il benestare del giocatore: trattenere uno che se ne vuole andare non è mai una grande idea. Del Piero a Parma? Ho soltanto detto che è un giocatore che ha fatto la storia del calcio italiano. Non è un affare realizzabile, è fantascienza".

Poi una battuta su Zeman: "Preferisco sempre i tre punti, ai tifosi piace vincere. Però sa come sono a Parma. C’è stato per anni un club intitolato a Zeman, che qui era stato esonerato dopo nove partite. Ma con Zeman si erano divertiti tanto, aveva dato spettacolo nelle amichevoli d’estate. Se poi si vince giocando bene, come fa spesso Donadoni, tanto meglio. Se ce l'ho con Zeman? No, ho soltanto detto che non mi piacciono le polemiche. Prima l’arbitro, poi il campo. Possibile che una volta che il Parma batte la Roma non si possa dire che ha giocato meglio? Fra l’altro, Zeman l’ho conosciuto qualche anno fa, quando era senza squadra, e l’ho trovato una persona squisita, molto simpatica".

Per quanto riguarda il futuro, Ghirardi non fa troppe previsioni: "Il primo obiettivo è sempre la salvezza. Poi è chiaro che se fai ventinove punti nel girone di andata, riesci a dare continuità e qualcuno davanti perde colpi, allora si può sognare. Io però non illudo nessuno. Gli stadi il problema del nostro calcio? Devono appartenere ai club, sono loro che li tengono in vita. Soltanto così si può pensare a una manutenzione seria. Il Tardini ci consente di avere 15mila spettatori di media su un bacino di 300mila".

Infine i ricordi, dal talento di Giovinco lanciato a Parma, al rimpianto Di Natale: "Per Sebastian sono contento di aver vinto una bella scommessa con la Juve. Quando è venuto da noi, lo voleva soltanto il Bari. Adesso sta diventando uno dei giocatori più forti d’Europa. C'è un solo giocatore che mi è sfuggito e che avrei voluto portare qui: era praticamente fatta con Di Natale, ma all’ultimo Pozzo si tirò indietro. E’ stato l’anno della retrocessione: se fosse arrivato Di Natale, non saremmo andati in B".





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