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Dietro la bocciatura di Berlusconi nei confronti dell'attaccante del City, non ci sarebbe altro che una strategia per far abbassare le pretese economiche del club inglese.

Silvio Berlusconi ha definito Mario Balotelli come "una mela marcia". Un giudizio molto duro, che sembra chiudere definitivamente le porte del Milan al bizzoso attaccante del Manchester City e della Nazionale. Ma sarà proprio così? Le vie del mercato, si sa, sono infinite, e l'impulsivo patron rossonero ha spesso stupito con le sue giravolte dialettiche.

Non manca chi pensa che dietro le dichiarazioni pubbliche del Berlusca ci sia una precisa strategia, ovvero quella di far abbassare le pretese economiche del City. Insomma, Balotelli interesserebbe ancora al Milan, che però pretende dagli inglesi richieste più 'umane'. E se partisse Robinho - e solo in quel caso - il matrimonio con 'SuperMario' diventerebbe davvero possibile.

Tra gli introiti derivanti dalla cessione di Pato al Corinthians e quelli relativi alla vendita del connazionale al Santos (sempre rinviata, ma mai del tutto sfumata), verrebbe fuori un tesoretto niente male, a patto che lo sceicco Mansour non continui a chiedere i 37 milioni fissati come prezzo ufficiale di Balotelli.

Con le parole di Berlusconi, in sostanza, il Milan voleva mandare un chiaro messaggio al City: non prendiamo Mario perchè non abbiamo le risorse necessarie, ma perchè lo giudichiamo inadatto dal punto di vista comportamentale. Pura forma, pura strategia: esiste un precedente illustre, quello di un certo Ibrahimovic, sul quale, nell'estate 2010, vennero espresse considerazioni analoghe, prima del suo arrivo a Milanello in pompa magna, solo qualche settimana dopo.

Insomma, la linea comune sembra essere quella della prudenza. Anche dal vulcanico Raiola, agente di Balotelli (e di Ibra), ci si sarebbe aspettati una presa di posizione più dura. E invece il furbo Mino ha quasi dribblato le polemiche: "Mario è una mela d'oro, poi Berlusconi è libero di pensarla come vuole".

L'eventuale matrimonio Balotelli-Milan, come detto, rimane comunque subordinato all'addio di Robinho. Il Santos, che rivorrebbe il figliol prodigo a maggio, in tempo utile per la Libertadores, insiste, anche se dovrà ritoccare l'offerta verso l'alto per coronare l'inseguimento. Dunque, l'affaire Balo sembra più una questione estiva, difficile che si muova qualcosa a gennaio. Il Milan, ad ogni modo, c'è. A dispetto di certi paroloni.

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