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Pepito Rossi ha chiesto la maglia numero 22, al momento però nulla da fare. E' di Ljajic e ci sarà da aspettare la prossima stagione.

La sua prima giornata da giocatore della Fiorentina non è stata esattamente delle più divertenti per Giuseppe Rossi, si è chiusa però con un lieto fine. 'Pepito' oggi vedrà da vicino la sua nuova squadra nella partita con il Pescara, il tutto dopo una 24ore piena di impegni.

Arrivato in Italia alle 7,30, Rossi è stato sottoposto ieri ad una lunghissima serie di controlli clinici presso Villa Stuart a Roma. Non si è trattato delle solite visite mediche che precedono la firma di un contratto, l'attaccante per ben cinque volte ha avuto a che fare con risonanze magnetiche che alla fine però hanno emesso il verdetto che tutti a Firenze attendevano: il ginocchio martoriato dagli ultimi due infortuni sta bene, come dal giocatore stesso ammesso… “Sto benissimo”.

Poi è stato il momento dell'arrivo a Firenze, della calda accoglienza dei compagni di squadra e di Andrea Della Valle che gli ha mostrato il centro sportivo, mentre la firma sul contratto arriverà domani, quando scadranno le 72 ore di prelazione che il Manchester United vanta sul giocatore.

Andrea Pastorello, non ha nascosto la sua soddisfazione per il buon esito della trattativa: "Giuseppe è guarito, è tornato quello di prima. E' felice di essere tornato in Serie A, ha fatto una scelta in controtendenza con quella di molti suoi colleghi. Ha fatto una scelta precisa, è approdato in una delle poche società che può investire, oltre che in una squadra che fa vedere il miglior calcio insieme alla Roma. Ha fatto la scelta migliore".

Il Corriere dello Sport, riporta anche un gustoso aneddoto. Prima di partire per l'Italia, Rossi ha chiesto espressamente la maglia numero 22 che è però occupata da Ljajic. Pepito sperava che si potesse fare qualcosa per averla fin da subito, gli è stato detto che dovrà aspettare la prossima stagione.

Poco male, la piazza viola sogna, Rossi stamane l'ha così salutata attraverso Twitter: "Buongiorno Firenze!" e "Che bella città".

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