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Il centrocampista tedesco svela i dubbi sul suo futuro: "Lascerò passare qualche giorno e poi ne parlerò con il mio agente, non so se ne vale la pena".

E adesso il caso si espande. Da un episodio che poco ha a che fare con il calcio giocato, quello di Busto Arsizio, a conseguenze che potrebbero sfociare in una clamorosa partenza dal Milan. Kevin Prince Boateng non è più sicuro di restare in rossonero dopo quanto accaduto nell'amichevole con la Pro Patria.

Il centorcampista di origini tedesche l'ha dichiarato apertamente alla Bild: "Non è qualcosa facile da scrollarsi di dosso. Ci dormirò su per i prossimi tre giorni, poi mi siederò a parlarne con il mio agente Roger Wittman la prossima settimana. Bisogna vedere se varrà ancora la pena giocare in Italia".

Già la scorsa estate Boateng era stato tra i nomi più chiacchierati in chiave mercato, per una sua possibile uscita dal Milan. Allora i motivi erano prettamente di ragione tecnico-economica, il suo nome era diventato spendibile per una cessione alla luce della sua flessione e di una valutazione comunque interessante.

La prospettiva di una partenza torna d'attualità in un momento delicato per il Milan, con Pato ceduto al Corinthians e Robinho ancora nel limbo delle trattative con diversi club brasiliani. Un nuovo caso in attacco era proprio quello di cui non si avvertiva il bisogno.

Sulle pagine della Bild, Boateng ha poi rivissuto quei momenti che hanno fatto il giro del mondo: "Ho sentito i primi versi scimmieschi dopo cinque minuti, quando avevo la palla tra i piedi. In un primo momento non ho pensato a niente, poi però ho sentito quei cori ancora e ancora".

"Sono andato dall'arbitro avvisandolo che avrei lasciato il campo se li avessi sentiti ancora - conclude -, lui ha provato a calmarmi. Ma quando al 26' li ho risentiti...".

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