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Il presidente granata ha fatto il punto sull'anno torinese, dalla B alla promozione. Almron non arriverà, Bianchi rimarrà: "Ci deve dare una mano".

Si è lottato per la promozione, ora si battaglia per mantenere la categoria. Dopo diversi anni di inferno cadetto, il Torino di Urbano Cairo è tornato nella massima serie. Un 2012, insomma, sempre più importante per i colori granata.

"È stato un anno consapevole" le parole del patron torinese a 'La Stampa'. "Questa è stata la promozione della maturità e il 2013 deve essere l’anno del consolidamento e del Filadelfia: una promessa che va mantenuta. Oscar a Ventura, ma come simbolo e rappresentante dell’intera squadra. Mi ha aiutato a vedere la realtà in maniera diversa".

Gennaio, e il conseguente mercato, è alle porte: "Faremo innesti mirati e molto limitati. Almiron? Il Catania non lo cede: è un ottimo giocatore e ormai è diventata una leggenda metropolitana. Non è sul mercato. Barreto? Bisogna capire che cosa vorrà fare l’Udinese: i rapporti sono buoni, anche se con i Pozzo non si fanno mai affari".

Non può non trovar spazio il nome più importante della rosa granata, quel Rolando Bianchi continuamente al centro delle voci di mercato: "Non sono venuto a Ragusa per discutere il suo contratto. Rimane con noi e ci deve dare una mano".

Chiusura sul derby stravinto dalla Juventus: "È stato un evento sfortunato, ma quel che è stato è stato. L’espulsione di Glik? Le partite durano 90’, conta il punteggio finale. Avremo la rivincita, ci sarà il ritorno..".

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