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L'attaccante spagnolo ha le valigie pronte ed è possibile una sua cessione immediata a Barcellona. La Juve non è in prima fila, ma il profilo dello spagnolo piace...

Spesso si è abusato del termine top player, specie in ambito Juventus. Ma se hai timbrato anche in una finale di Champions e hai vissuto un Mondiale da protagonista con cinque reti all'attivo, il DNA del top player ce l'hai tutto. E David Villa rientra tranquillamente in questa categoria. Anche se a Barcellona sta vivendo un periodo difficile, che non è escluso possa culminare in una cessione.

L'esperienza dell'attaccante ex Valencia in terra catalana è da dividere in due capitoli ben distinti. La prima stagione, quella post Sudafrica 2010, è stata da incorniciare, con la doppietta Liga-Champions e il goal in finale al Manchester United. Un'annata da primo attore, come nelle previsioni. E come non è mai più stato da allora.

Il suo 2011/12, iniziato tutto sommato bene, si è concluso in anticipo di sei mesi per l'infortunio al ginocchio rimediato nella semifinale del Mondiale per Club poco più di un anno fa. L'intervento, la riabilitazione e il lungo recupero l'hanno tenuto lontano dal campo praticamente fino alla scorsa estate, la prima dell'era Vilanova.

In Spagna ci hanno messo poco tempo a capirlo: Vilanova non vede Villa. Sarà perchè Leo Messi ha guadagnato ancora più peso come bomber principe della squadra, sarà perchè dopo l'infortunio El Guaje non è più tornato ai suoi livelli, sarà per l'esigenza di valorizzare l'investimento Sanchez, ma definire Villa una pedina imprescindibile per il Barcellona di oggi è più che una forzatura. E' semplicemente sbagliato

I NUMERI DI VILLA
NEL 2012/2013
10 Le presenze da titolare
10 Le presenze da subentrante
8 Le reti realizzate
2 Gli assist forniti
105' Un goal ogni 105 minuti
303 Minuti in campo meno di Sanchez
Tant'è che da qualche settimana si è cominciato a parlare con insistenza di una sua partenza già nel mercato di gennaio, prospettiva sulla quale il suo agente si è espresso in modo eloquente nelle ultime ore: "Ci sono sempre voci su di lui perchè è un grande giocatore, il suo futuro resta nelle mani del Barcellona". Parole che non chiudono a nessuno scenario, permanenza o addio che sia.

L'accostamento più gettonato delle ultime ore, in terra iberica, è quello con il Chelsea di Rafa Benitez, una voce carica di suggestione: l'allenatore spagnolo che vuole giocarsi il proprio futuro rilanciando il bomber spagnolo nella speranza che l'altro bomber spagnolo (Torres) rifiorisca accanto al Guaje. Al di là dell'ironia, non è una boutade di mercato campata in aria.

La valutazione del suo cartellino si aggirerebbe intorno ai 14 milioni, cifra che non spaventa a prima vista, ma che induce inevitabilmente a fare riflessioni attente sull'opportunità dell'investimento. Vuoi perchè Villa ha ormai passato la soglia dei 31 anni, vuoi perchè dopo l'infortunio non è più stato il cecchino dei bei tempi, il confine tra affare e rischio è piuttosto labile.

In casa Juventus David Villa è stato sicuramente oggetto di valutazioni, a breve e a medio termine. Per gennaio e per giugno. In termini di curriculum e caratteristiche può essere il top player ideale per completare l'attacco bianconero, con la grande incognita del recupero: a Conte spetterebbe il compito di far venire a galla nuovamente il campione che è in lui. Sfida che affascina, più che far paura.

Il vero intoppo, dalla prospettiva della Juve, è l'impossibilità di schierarlo in Champions, dove ha già giocato con il Barcellona. Si è detto che il colpo in attacco dovrà servire prevalentemente per fare il salto di qualità in Europa, un miglioramento che Villa potrebbe garantire soltanto a partire dalla prossima stagione. Un fattore che frena di parecchio gli entusiasmi della Signora.

Ma El Guaje resta comunque nome buono, da tenere d'occhio. Perchè resta un'occasione piuttosto a buon mercato - a meno che non si scateni un'asta - in un contesto in cui i prezzi, per un certo tipo di giocatore, schizzano sistematicamente alle stelle. Un Villa in saldo potrebbe tornare utile anche tra sei mesi. E se questa convinzione fosse forte in casa Juve, potrebbe valere la pena prendere tutti in contropiede a gennaio.

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