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Soltanto i brasiliani si sono fatti avanti formalmente per l'ex giocatore dell'Universidad de Chile, ma gli azzurri tentennano: vogliono mandarlo a giocare in Italia

Di questi tempi, un anno fa, era praticamente fatta per il suo arrivo in Italia, al Napoli. Dodici mesi più tardi, la storia di Edu Vargas in azzurro sembra già essere giunta al capolinea. O almeno ad un suo snodo cruciale. Perchè dopo un anno flop il club partenopeo ha deciso di cederlo in prestito per mandarlo a giocare, facendogli ritrovare condizione ed autostima.

L'unica offerta giunta è quella del Gremio, dal Brasile. Circa un milione di euro per il prestito annuale. La formula dell'operazione non dispiace al Napoli, il problema è un altro: rispedire Vargas in Sudamerica è una prospettiva che non entusiasma la dirigenza degli azzurri.

L'obiettivo della cessione in prestito del cileno è uno e uno soltanto: testare il suo reale valore in un calcio competitivo come quello italiano, per capire realmente di che pasta è fatto. In un mondo ideale, il Napoli vorrebbe trovare una sistemazione nostrana al giocatore, una squadra che al contempo gli dia anche garanzie tecniche importanti. Qualcuno che lo faccia giocare, insomma.

Qualche mese fa il mercato italiano attorno a Vargas era molto più vivo. Torino e Bologna in primis, Pescara più defilato. A ridosso dell'apertura della finestra invernale, però, di quegli interessamenti rimangono flebili ricordi. Vuoi per mutate esigenze tecniche, vuoi per variazioni nelle strategie, attualmente su Vargas non ci sono squadre di Serie A pronte a fare passi concreti.

Una prospettiva che inquieta il Napoli, alle prese con una difficile missione: non bruciare in un colpo solo l'investimento di 12 milioni operato lo scorso anno. Qualora non riuscisse a piazzarlo in Italia, il club partenopeo si riserva la possibilità di spedirlo in un campionato a metà strada tra il Brasilerao e la Serie A, ovvero la Liga spagnola.

Ma anche in questo caso si registra calma piatta. E gennaio si avvicina inesorabile: la soluzione meno gradita, quella della cessione in Sudamerica, è oggi l'unica opzione disponibile.

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