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Il tecnico rossonero rilancia la sua avventura sulla panchina del Diavolo: "Questa stagione ho iniziato sposando la causa della società e del presidente, che credo apprezzi...".

E' un Massimiliano Allegri ecumenico e natalizio quello che sulle pagine del 'Corriere della Sera' promette ai tifosi del Milan massima fedeltà alla causa del Diavolo: nessuna voglia di mollare o farsi abbattere, ma anzi la volontà di rilanciare alla grande, superando in scioltezza anche l'amarezza della brutta sconfitta di domenica sera in casa della Roma.

"E' stato un incidente di percorso, ci rialzeremo. Il più bel momento del 2012? Il pareggio 1-1 con la Juventus a San Siro, è stata la partita più intensa ed emozionante, l'unico neo il goal non-goal di Muntari. La delusione più grande invece la sconfitta con la Fiorentina la scorsa primavera, lì abbiamo perso lo Scudetto".

"Spero di mangiare altri panettoni a Milano, voglio restare sino al 2016 - è la dichiarazione programmatica di Allegri - Questa stagione ho iniziato sposando la causa della società e del presidente, che credo apprezzi la valorizzazione dei giovani in atto. Vorrei portare avanti altri tre anni questa squadra che è nata con me, ci potremmo divertire...".

Ai microfoni di 'Sky', poi, il tecnico rossonero ha parole al miele per il club di Via Turati: "Credo che la società sia stata molto brava perchè avrebbe potuto cambiare l'allenatore quando mancavano i risultati e in quei casi è il tecnico che paga. Galliani mi chiamò dicendomi che il presidente voleva parlarmi, ma non per esonerarmi piuttosto per cercare di capire come uscire da quella situazione. Io gli spiegai che eravamo tuttavia tranquilli...".

Natale si avvicina ed a ruota anche il mercato, sul quale Allegri svela qualche retroscena: "Con me la società è stata chiara: bisognava ripartire. Il presidente Berlusconi ha fatto una scelta di rispetto verso il Paese in presenza di una grave crisi economica. Una causa la sposi oppure non la sposi. Sapevo a che cosa andavo incontro, è stata una sfida... Pato? Non è una sconfitta. Dopo un anno e mezzo di tribolazioni con gli infortuni, è normale che il ragazzo abbia voglia di cambiare aria. A me dispiace tantissimo: poteva essere un potenziale Pallone d'Oro...".

Quanto al mercato in entrata, il tecnico rossonero spiega le strategie che muoveranno le prossime mosse di Galliani, evidentemente da lui condivise: "Bisogna valutare bene quello che può arrivare al Milan, abbiamo degli attaccanti o finti attaccanti che possono giocare a metà campo, quindi in quel reparto non c'è grande bisogno. Aspettiamo di vedere cosa succede con Pato e Robinho e poi vedremo quello che la società riuscirà a fare".

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