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In casa rossonera non si è mai dimenticato il vecchio amore, ed ora Ricky deve decidere cosa fare degli ultimi anni di carriera ad alto livello. Galliani sonderà l'ingegner Bosco.

Diciamo che il Milan non ha fatto molto (eufemismo) per tenere il segreto sulle trattative per la cessione in Brasile di Robinho e Pato. Negli ultimi giorni sia Galliani e Allegri che lo stesso Berlusconi hanno abbondantemente pubblicizzato la volontà dei due giocatori di tornare in patria, e l'Ad del Diavolo è partito domenica sera per un viaggio di vacanza-lavoro in Sudamerica che si annuncia decisivo per il mercato rossonero anche in entrata.

Dalle cessioni di entrambi i giocatori, il club di Via Turati conta di recuperare - tra cartellini e ingaggi risparmiati - una 50ina di milioni, un robusto budget da destinare all'arrivo di nomi finalmente importanti dopo la recente politica improntata alla filosofia opposta.

Se Mario Balotelli resta sempre il nome che maggiormente fa sognare i tifosi e che è stato 'benedetto anche da Allegri per talento cristallino misto ad età futuribile ed anche al tifo del ragazzo, la realtà dice che i costi complessivi dell'operazione sarebbero comunque al di là del pur solido 'tesoretto' riportato eventualmente a Milano dall'abbronzato Galliani.

La pista che invece sta rapidamente salendo nelle ultime ore, sicuramente meno di prospettiva ma di grande fascino e caratura, è quella che porta a Didier Drogba: secondo la 'Gazzetta dello Sport', il progressivo sfilarsi della Juventus dalla corsa all'invoriano avrebbe fatto passare il Milan in pole. Ed in questo caso, la spesa per l'ingaggio, pur massiccia, sarebbe abbattuta dal fatto che l'ex Chelsea abbia raggiunto un accordo con lo Shanghai Shenhua per liberarsi senza alcun esborso da parte di terzi. Ben noto è del resto il gradimento di Drogba per la piazza milanese, anche fuori dal campo di gioco.

Ma il viaggio di Galliani in Brasile avrebbe anche un'altra tappa, finora - quella sì - 'silenziata. Il braccio destro di Berlusconi, su preciso mandato presidenziale, farà visita infatti anche all'ingegner Bosco Leite, padre di quel Ricardo Kakà che il Milan non ha mai dimenticato e che arrivato a 30 anni deve decidere cosa fare degli ultimi anni ad alto livello della sua carriera: ingrigire ancora sulla panchina del Real Madrid o tornare dove è stato grandissimo?

Se non a gennaio, si potrebbe fare nella prossima estate, a patto che Ricky e il suo entourage accettino di guadagnare sensibilmente di meno del milione netto che il Real Madrid gli versa mensilmente. La chiacchierata con papà Bosco - svela il 'Corriere dello Sport' - servirà soprattutto a sondare questo non secondario dettaglio...

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