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'La Formica Atomica', è molto esigente con sé stessa: "Otto goal sono un buon gruzzolo, ma considerate le occasioni avute, potevo farne di più".

Con il passare delle giornate, Sebastian Giovinco, tornato in estate alla Juventus dopo l'esperienza con il Parma, sta diventando sempre più un pilastro della squadra di Antonio Conte. Il piccolo fantasista bianconero si è concesso in esclusiva ai microfoni del 'Corriere dello Sport', e ha parlato del suo futuro e dell'obiettivo di conquistare nel nuovo anno campionato e Champions League.

"Sul rinnovo non c'è nessuna fretta, - ha spiegato l'attaccante - però la Juve è il massimo e il mio desiderio è fermarmi qui. D’altra parte a gennaio compirò ventisei anni: dove volete che vada, ormai? Come ho vissuto la prima separazione dalla squadra? Da professionista. Quando le strade si separano, è normale dare tutto per la nuova squadra: l’ho fatto per il Parma e ne sono felice, adesso sono tornato bianconero e spero di rimanerci a lungo".

Poi un curioso aneddoto di quando era bambino. "Feci un provino con il Torino, ma fui scartato perché avevano già un ragazzo con le mie caratteristiche".

Sul possibile top-player a gennaio, Giovinco non si sbilancia: "Io devo fare solo il giocatore, se serva o meno non è una domanda che mi pongo. Spetta all'allenatore e ai dirigenti, le voci non mi condizionano".

Il numero 12 bianconero ha poi parlato del campionato. "Siamo fiduciosi, consapevoli dei nostri mezzi, ma il bilancio, pur positivo, è parziale: credo che il campionato, malgrado le distanze, resti aperto - ha sostenuto - e che tutte le inseguitrici conservino delle chances. In ogni caso, dobbiamo badare solo a noi stessi, preoccuparci di vincere tutte le partite e rinviare i conti alla fine".

I bianconeri hanno un notevole vantaggio sulle inseguitrici, in particolare sul Milan, che accusa 17 lunghezze di ritardo. "Per i rossoneri pesano le partenze di grandi campioni, è inevitabile. - ha detto Giovinco - Certo, il ritardo accumulato valica le previsioni".

Il vero sogno di Giovinco è quello di conquistare la Champions League, un traguardo che solo i grandi campioni hanno tagliato. "Il Celtic ha battuto il Barcellona, guai a sottovalutarlo. - ha dichiarato - Massimo rispetto, nessuna paura. I risultati dicono che abbiamo meritato il primato nel girone e accrescono la convinzione sulla qualità della squadra: nessuno ci ha regalato niente. Poter alzare la Coppa è un sogno, chissà che non si avveri. Dobbiamo pensare a vincere sempre".

Quanto ai traguardi personali, Giovinco non si sbilancia più di tanto. "Li tengo per me, - ha detto - a fine stagione dirò se li ho raggiunti. Gli 8 goal? Sono soddisfatto, è un buon gruzzolo, anche se non sono contento: considerate le occasioni, potevo farne di più. Da ragazzo ero più egoista, con gli anni ho imparato che si può essere determinanti al di là dei gol... Però se segno è meglio".

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