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Il centrocampista giallorosso spiega: "Io vivo per il club e lasciarlo sarebbe un dramma. In un futuro lontano mi piacerebbe fare un'esperienza negli Stati Uniti".

Daniele De Rossi si è ripreso il suo posto da titolare nella Roma e contro il Milan è stato senza dubbio uno dei migliori in campo della squadra di Zeman. Ora il centrocampista, fino a qualche settimana fa al centro di voci di mercato, non ha la minima intenzione di lasciare la squadra giallorossa, come ammette lui stesso in un'intervista esclusiva rilasciata al 'New York Times'.

"Mr. Pallotta ha detto che non sono sul mercato, che non sono in vendita. - ha dichiarato - Mi piacciono ancora questa città e il club. Tutto ciò che amo è qui. Sarebbe così difficile per me, se dovessi cambiare. Se alcuni club mi vogliono, il mio manager dovrà parlare con loro. Il City? Non ne so nulla, Io vivo per questo club. La mia storia è qui, io vivo per il club e, per me, lasciarlo sarebbe un dramma, un grande dramma. Sono nato a Roma. Per me è normale giocare qui. Non ho mai cercato di giocare per un altro team, né ho veramente voluto".

"Mi piacerebbe restare qui. - ha sottolineato ancora - Non tutti i giocatori hanno la mia stessa storia. Per me è incredibile, è fantastico giocare per questa maglia. La prima volta che sono entrato al Centro Sportivo di Trigoria avevo 12 anni. E' la mia casa. Alcuni giocatori cambiano città, Paesi e club fin da giovani. È normale per loro. Per me non è il modo di fare il mio lavoro".

Per il finale di carriera De Rossi apre a un'esperienza statunitense. "Spero un giorno di fare un’esperienza negli Stati Uniti. - ha rivelato - Ho parlato a lungo con Michael di questa cosa. Mi piacerebbe andare negli Stati Uniti per giocare ma sono ancora giovane, ho 29 anni".

In questo senso il centrocampista si è detto entusiasta della tournèe invernale che i giallorossi faranno negli Usa. "Sono eccitato. Devo dire che mi piacciono parecchio gli Stati Uniti. Ho passato molto tempo lì in vacanza. Amo il vostro Paese. Sarà positivo trascorrere lì cinque giorni di allenamenti e di lavoro, ma ci sarà occasione anche per divertirsi con mia figlia e la mia fidanzata. Quando vengo negli Stati Uniti, di solito vado a New York e, a volte, a Las Vegas. Lo so, non è molto culturale!".

Per ora, però, nella testa del giocatore c'è solo la Roma, e il regista spera di convincere Zeman a dargli più spazio. "Quest'anno non è stato semplice per me. - ha ammesso - Abbiamo un nuovo allenatore ma anche parecchi nuovi giocatori molto bravi, come Michael Bradley. Il mio compito è quello di giocare nello stesso ruolo a centrocampo, ma è stato difficile per me trovare lo spazio che ero abituato ad avere. Devo solo lavorare sodo e con professionalità, e sono sicuro che presto avrò più possibilità di giocare".

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