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Anche Cellino si dice d'accordo con le ragioni nerazzurre, mentre il presidente dell'Aic Tommasi lancia un allarme per quanto potrebbe accadere nelle serie inferiori.

L'argomento del giorno, nel calcio di casa nostra, tanto per cambiare non è una vicenda di campo ma una polemica che riguarda altre questioni, non relative a quanto accade sul rettangolo di gioco.

Stiamo parlando del braccio di ferro Inter-Sneijder, che oggi occupa tutte le prime pagine dei quotidiani, anche non sportivi, e che ovviamente viene commentata un po' da tutti, con prese di posizione che propendono ora per una parte ora per l'altra.

Abbastanza scontata la solidarietà 'corporativa' degli altri presidenti di Serie A. "C'è l'interesse dell'Inter ed è giusto che i giocatori si mettano una mano sulla coscienza", spiega senza mezzi termini Massimo Cellino.

Ancora più caustico Claudio Lotito: "Se un giocatore pretende di giocare, lo dovrebbe avere nel contratto: vengo da voi solo se gioco...".

Ovviamente diverso il punto di vista di Damiano Tommasi, che ha altri tipi di preoccupazione: "Sneijder ha un contratto per altri tre anni sottoscritto con l'Inter, firmato non più di due stagioni fa, oltretutto prolungato e rinnovato ad aumentare l'ingaggio precedente dopo l'introduzione del fair play finanziario", è la premessa del presidente dell'Assocalciatori.

"Questa vicenda ha dato adito a interpretazioni che vanno dalla scelta tecnica ad un caso di vero e proprio mobbing. Se così fosse - spiega Tommasi alla 'Gazzetta dello Sport' - la preoccupazione dei giocatori sarebbe per quel che questa tendenza potrebbe comportare nelle serie inferiori a discapito di associati dal nome meno prestigioso. Mi auguro comunque che la situazione si risolva a breve. Conoscendo la società e la professionalità del giocatore, penso che non ci sarà bisogno di interventi o prese di posizione particolari".

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