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Il consulente di Mancini in quel di Manchester non esclude un divorzio a fine stagione: "Deve crescere. Per ora è quì, nel futuro chissà...De Rossi al City? Non so nulla ".

Una bomba proveniente direttamente da Manchester, sponda City, rischia di sconvolgere il calciomercato internazionale e soprattutto quello italiano.

Angelo Gregucci, consulente tecnico di Roberto Mancini ai Citizens ha infatti aperto, in un'intervista concessa all'emittente radiofonica senese 'Antenna Radio Esse' e riportata oggi da 'Tuttosport', alla cessione di Mario Balotelli: "Per il momento è a Manchester, poi vedremo, chissà...". Musica questa per le orecchie di Inter e Milan, da sempre interessate a riportare in Italia SuperMario.

Quindi continua: "Balotelli è un ragazzo di indiscutibile profilo tecnico e con grandissime qualità, ma sta avendo qualche difficoltà di troppo quest’anno, anche problemi fisici, e solo mercoledì a Wigan ha segnato il suo primo goal stagionale in Premier. Deve completare un percorso se vuole diventare un calciatore che ha un suo peso a livello internazionale". Gregucci non si sbilancia invece sul fronte De Rossi: "Non so se ci sono reali possibilità che venga al City".

E si mostra innamorato del calcio britannico:  "Mi ha colpito la loro mentalità e cultura e sono dispiaciuto per questo, dato che sono un profondo nazionalista. All’alba degli anni Novanta reputavo il calcio italiano il migliore al mondo per spettacolo, qualità e tradizione. Ma negli ultimi venti anni siamo rimasti fermi, immobili. Da Italia ’90 in avanti non abbiamo più investito in strutture. In Premier League non ho visto uno stadio o un campo inadeguato, nemmeno uno. In Inghilterra hanno anche il campionato più ricco, quindi possono investire sui calciatori più forti. E il calcio inglese è in realtà internazionale, se guardiamo alle proprietà di tanti top club".

Infine Gregucci si sofferma sul campionato italiano, e spiega: "La Juventus è certamente la squadra favorita nonostante qualche passaggio a vuoto fisiologico per i molti impegni. Ma anche con il minimo sindacale è in testa e mi sembra che ci sia un grandissimo gap tra la Juve e le altre, sia per la qualità che per la mentalità e la freschezza della squadra. Anche se si stanno muovendo verso l’alto squadre importanti come Lazio e Fiorentina".

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