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Il centrocampista bosniaco con le ultime buone prestazioni si è ripreso un posto da titolare, ma il giocatore resta di difficile collocazione nel modulo del tecnico boemo.

Dopo le difficoltà iniziali, dovuti anche a una condizione fisica non ottimale, Miralem Pjanic si è ripreso il suo posto da titolare nella Roma, inanellando una serie di buone prestazioni e tornando anche al goal. Ma, come evidenzia stamane 'La Gazzetta dello Sport', i rapporti con l'allenatore Zdenek Zeman restano difficili e il centrocampista, in virtù delle sue caratteristiche prettamente offensive, resta di difficile collocazione nello scacchiere tattico del boemo.

Dopo essere stato l'anno scorso uno degli innesti più positivi nella squadra di Luis Enrique, quest'anno Pjanic ha trovato delle difficoltà ad adattarsi alle richieste tattiche del nuovo allenatore. "Fa poco la fase difensiva", è la critica principale che gli muove il tecnico. Anche per questo il bosniaco è stato impiegato da titolare finora appena cinque volte, e solo nelle ultime due non è stato sostituito.

"Lui 'mi esce' sempre", si sarebbe lamentato Pjanic con gli amici in un Italiano approssimativo. Così per il bosniaco dai piedi buoni potrebbero aprirsi in estate altre strade. La più importante di queste conduce niente meno che a Barcellona, dove lo definiscono "l'erede di Xavi" e potrebbero fare una deroga alla regola della Cantera.

Di fronte a un'offerta congrua alla sua valutazione, sui 15 milioni di euro, la società giallorossa potrebbe acconsentire al trasferimento del bosniaco. Alla faccia dei propositi iniziali di renderlo uno dei simboli della nuova Roma.

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