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L'ad rossonero ha parlato anche di mercato e della staffetta ideale Ibra-El Shaarawy: "Magari con lo svedese Stephan non sarebbe esploso. Acquisti? Prima le cessioni".

Il futuro al Milan di Alexandre Pato rimane a rischio. Attorno al brasiliano si susseguono le voci, ed è probabile che soltanto con l'arrivo del suo agente a Milano possa farsi un po' di chiarezza sulla vicenda. Una cosa, però, è certa: il ragazzo non ha mai chiesto la cessione. A dirlo è stato Adriano Galliani, intervenuto oggi ai microfoni di 'Radio Monte Carlo'.

"Pato non ha mai chiesto di essere ceduto, ma solo di giocare, a differenza di Cassano, che martellò sia me che Allegri per andare via. Antonio ci tempestò di sms, volle andarsene a tutti i costi. Non ci sono analogie nelle due vicende". Un chiaro segnale che il divorzio con il barese, andato all'Inter nello scambio con Pazzini, non è mai stato digerito in casa rossonera.

A proposito di Allegri, Galliani ha garantito una cosa: "Può stare tranquillo, mangerà sia il panettone che la colomba. Ho sempre visto che aveva in pugno la situazione. Ha fatto due anni buonissimi con uno scudetto, un secondo posto, un quarto ed un ottavo in Champions, quindi è stato un buon allenatore per due annate. E poi ideologicamente sono contrario ai cambi degli allenatori in corsa. Sono legato ad Allegri, ha la situazione sotto controllo e l'ho difeso con tutte le energie che avevo".

Rassicurato l'allenatore, c'è tempo per illustrare le strategie future del club in sede di mercato: "Adesso siamo più di 30, dovremmo prima sfoltire la rosa e solo dopo comprare. Qualcuno, ma sono pochi, vuole andare via, altri che avevamo venduto sono rimasti perchè stanno bene qui".

La stagione del Milan è tornata a splendere, dopo tante sofferenze: "In quattro giorni è cambiato tutto, ci siamo qualificati agli ottavi di Champions e abbiamo sconfitto la capolista, siamo tuttora felici per questo. La svolta è arrivata a Napoli, dopo un inizio molto difficile con mille problemi".

Uno dei segreti di questa squadra è indubbiamente l'esplosione di El Shaarawy: "Forse con Ibra non sarebbe successo, non ho la controprova, ma la penso così. Ho sofferto molto per l'addio dello svedese, ma era un lusso al quale dovevamo rinunciare. Ringrazio comunque il presidente Berlusconi perchè per 26 anni ci ha fatto vivere a caviale e champagne, adesso forse non c'è lo champagne millesimato, ma va bene così. Con lui ho un legame che spero sia indissolubile, non lascerei mai questa squadra".

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